Christelle Dabos · Recensioni

Recensione: Fidanzati dell’Inverno di Christelle Dabos

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Fidanzati dell’inverno. L’Attraversaspecchi – 1. di Christelle Dabos
Edizioni e/o – 512 pag. – fantasy
16,00 € – 12, 99 € ebook

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In un universo composto da ventuno arche, tante quanti sono i pianeti che orbitano intorno a quella che fu la Terra, vive Ofelia. Originaria dell’arca “Anima”, è una ragazza timida, goffa e un po’ miope ma con due doni particolari: può attraversare gli specchi e leggere il passato degli oggetti. Lavora come curatrice di un museo finché le Decane della città decidono di darla in sposa al nobile Thorn, della potente famiglia dei Draghi. Questo significa trasferirsi su un’altra arca, “Polo”, molto più fredda e inospitale di Anima, abitata da bestie giganti e famiglie sempre in lotta tra loro. Ma per quale scopo è stata scelta proprio lei? Tra oggetti capricciosi, illusioni ottiche, mondi galleggianti e lotte di potere, Ofelia scoprirà di essere la chiave fondamentale di un enigma da cui potrebbe dipendere il destino del suo mondo.

Girovagavo tra gli scaffali della mia libreria preferita alla ricerca di un buon libro che attirasse la mia attenzione e, per grande fortuna, il desiderio è stato subito esaudito. Lo sguardo è caduto sulla meravigliosa copertina di Fidanzati dell’Inverno, una delle più affascinanti che abbia mai visto.

“Toglietemi tutti ma non questo libro” è stato il pensiero ricorrente mentre accompagnavo Ofelia durante la sua avventura. Fidanzati dell’Inverno è il primo volume della saga fantasy-belle époque- steampunk di Christelle Dabos, intitolata L’Attraversaspecchi. L’ambientazione distopica rende tutta la vicenda ancora più interessante: ventuno arche, ognuna delle quali con caratteristiche, leggi e popolazioni differenti, hanno sostituito quella che un tempo era il pianeta Terra. Ofelia, una ragazza semplice e senza orpelli, vive su Anima, i cui abitanti, detti animisti, possiedono differenti doni; la nostra protagonista, oltre che un’attraversaspecchi, è anche una lettrice, ovvero con il semplice tocco delle sue mani può entrare in contatto con il passato degli oggetti e di chi li ha posseduti.

Ammetto che nei primi momenti di lettura mi sono sentita leggermente spaesata a causa dell’assenza di alcuni dettagli che, in certi tratti, mi hanno fatta sentire come se avessi tralasciato qualcosa. L’autrice, però, è stata in grado di mantenere vivo il mio interesse grazie all’introduzione di alcuni particolari accattivanti in passaggi chiave all’interno dei primi capitoli.

Ma facciamo un passo indietro.

Una delle caratteristiche che distinguono la popolazione di Anima da quelle delle altre arche è il legame di parentela che accomuna tutti gli abitanti e i matrimoni tra cugini. A fare eccezione è proprio Ofelia che, dopo aver rifiutato due proposte di matrimonio, viene infine promessa a Thorn, l’Intendente dell’arca nota con il nome di Polo.
Mistero, tormento e riservatezza sono le parole che meglio descrivono questo personaggio. Con la sua penna l’autrice riesce a delineare una figura talmente spigolosa e indecifrabile che il lettore è spinto ad andare avanti per scoprire cosa si cela davvero dietro gli occhi freddi e il volto pieno di cicatrici di quest’uomo.
Il rapporto tra i due si fa subito complicato: Ofelia, maldestra e determinata, e Thorn, burbero e silenzioso, saranno costretti a sposarsi ma sembrano destinati a non incontrarsi mai emotivamente.
Viene stabilito che Ofelia trascorra i mesi che la separano dalle nozze sull’arca del futuro marito dove la vita, e il clima, sono completamente diversi da quelli di Anima.
La nostra protagonista, accompagnata da sua zia Roseline, giunge così a Città-cielo, a casa di Berenilde, zia di Thorn. Qui, la ragazza comprende che la situazione è di gran lunga peggiore di quanto avesse potuto immaginare: Thorn, infatti, a causa del suo passato, è oggetto dell’odio di tutti gli abitanti del Polo, famiglia compresa.
Ofelia si trova quindi, suo malgrado, al centro di intrighi di corte e diatribe familiari che la costringeranno a vivere sotto falsa identità, domandandosi costantemente perché proprio lei sia stata scelta come futura sposa di Thorn.

Cosa ho amato di questo libro? Tutto.
Le ambientazioni innovative trasportano il lettore in luoghi mai precedentemente immaginati lasciando, parola dopo parola, una sensazione di meraviglia.
I personaggi sono tutti caratterizzati con estrema cura e l’autrice gioca con maestria con i ruoli di ciascuno di essi: chi sono i buoni, chi i cattivi? Non solo i protagonisti sono degni di nota, ma anche i personaggi secondari, così insidiosi ma estremamente affascinanti e ricchi di sorprese.

Ho divorato queste 504 pagine in appena tre giorni e non vedo l’ora di stringere tra le mani il secondo volume, pronta per scoprire cosa accadrà a questi personaggi che ho così tanto amato.

Greta

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