Karin Slaughter · Recensioni

Recensione: La moglie silenziosa di Karin Slaughter

Buongiorno!
Oggi cambiamo genere con la recensione di Annarita.
Un nuovo libro di Karin Slaughter. Le sarà piaciuto?
Scopriamolo.

La moglie silenziosa di Karin Slaughter

(#Giftedby) HarperCollins – 24 settembre 2020
thriller – 518 pag.
9,99€ e 19,00€

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LUI DESIDERAVA SOLTANTO AVERE QUALCUNO DA AMARE…
Una ragazza corre sola nella foresta. È convinta che non ci sia ragione di avere paura, ma si sbaglia. Un silenzioso predatore sta perseguitando le donne della contea di Grant. Si nasconde nell’ombra, aspetta fino a quando non arriva il momento giusto per aggredire le sue vittime. Ed è così anche stavolta.
Dieci anni dopo, il caso è ormai stato chiuso. Il killer, Daryl Nesbitt, è dietro le sbarre. Ma poi, all’improvviso, un’altra giovane donna viene aggredita e uccisa con lo stesso, brutale modus operandi. È soltanto una coincidenza, oppure la polizia potrebbe essersi sbagliata? Nesbitt viene interrogato in carcere, e si professa per l’ennesima volta innocente: dice di essere stato incastrato da una squadra di poliziotti corrotti guidata da Jeffrey Tolliver, l’ex capo del dipartimento. Riaprire il caso significherebbe disturbare la memoria di Tolliver, morto anni prima e considerato da tutti un eroe. Ma i giorni passano, e lì fuori c’è un serial killer alla ricerca di nuove vittime.
L’agente speciale del GBI Will Trent deve riuscire a fermarlo, e in fretta. Rimettersi sulla pista dopo molti anni non è semplice: il tempo fa svanire i ricordi, scomparire i testimoni, perdere le prove… Il tempo trasforma le bugie in verità. E poi, Will non potrà risolvere il mistero senza chiedere aiuto all’unica persona che non vorrebbe coinvolgere nell’indagine: la sua fidanzata e vedova di Jeffrey Tolliver, la dottoressa Sara Linton.
Quando il passato e il presente iniziano a sovrapporsi, Will capisce che tutto ciò che ama è in grande pericolo…

Arrivare al tredicesimo libro di una serie e avere la sensazione di essere – da certi punti di vista – ai primissimi volumi… L’ho sperimentato con alcuni altri autori, ma nel caso della serie “Will Trent” di Karin Slaughter la sensazione è stata molto più forte, addirittura catartica. Per me, questo significa che l’autrice è riuscita a mantenere intatta l’anima della serie.
I punti di forza che sono andati via via migliorando, grazie anche alla crescita della Slaughter? L’empatia dei personaggi e le loro trame personali: sono profonde, ti catturano, spesso molto di più del plot del romanzo in sé; le descrizioni particolareggiate delle procedure investigative: sembra di essere sul serio all’interno della storia e di pensare assieme agli agenti sul campo; le tematiche scelte per ogni singolo romanzo: sono sempre attuali e d’impatto (quella ricorrente è proprio la violenza sulle donne). E potrei continuare in una lista infinita, ma desideravo solo fare il punto sulle caratteristiche che apprezzo in un ottimo thriller e la Slaughter riesce a incarnarle alla perfezione.

Ma adesso torniamo a noi, sono qui per recensire La moglie silenziosa, appunto la tredicesima – rocambolesca – indagine di Will Trent, Sara Linton e tutta la squadra investigativa del GBI (Georgia Bureau Investigation) di Atlanta. Grazie a Valentina e alla HarperCollins Italia per avermene dato la possibilità. Con questo romanzo, a mio parere, Karin Slaughter si consacra la Regina del thriller poliziesco. Qui non solo troviamo un plot intricatissimo, gli approfondimenti psicologici dei personaggi che amiamo, una procedura investigativa ai massimi livelli… ma arriva anche l’espediente del flashback che unisce presente e passato, nello specifico il passato e il presente di Sara Linton, medico legale del GBI, un tempo pediatra nella Contea di Grant. Chi conosce la serie, può già intuire che cosa ritroverà in questa storia, per chi non la conosce dico giusto qualcosa per rendere l’idea. Ci saranno due linee narrative, appunto una nel presente e una nel passato, collegate tra loro da un personaggio molto importante, una sorta di fantasma innominabile: il Capo della Polizia della Contea di Grant, Jeffrey Tolliver, eroe osannato, nonché defunto marito (per ben due volte) di Sara Linton. Potete già immaginare quali tempeste si abbatteranno su tutti i nostri protagonisti, ognuno la vivrà a suo modo, ma di certo lo sconvolgimento sarà naturale. Le due indagini porteranno ad analizzare una serie di delitti molto efferati, perpetrati ai danni di donne inermi di fronte alla brutalità dell’uomo.
La Slaughter non ci risparmia neppure i dettagli più cruenti. Descrive ogni tragica tortura con lucida pragmaticità, usando termini medici e, forse per questo, ancora più feroci. Ciò nonostante, di fronte a descrizioni che potrebbero apparire fredde, lei riesce a imprimergli il giusto grado di empatia, di disperazione, di compassione, a seconda del personaggio in gioco. È stata un’esperienza molto forte. Insomma, l’autrice ci ha sempre abituati a crimini efferati e a un linguaggio senza veli, tuttavia, ne La moglie silenziosa questa sua caratteristica raggiunge il culmine. Infatti, nella postfazione del libro, potrete trovare le sue motivazioni dalla sua viva voce. Per scoprirle però dovrete leggerlo!
Lo stile narrativo? Un pugno nello stomaco, uno schiaffo in pieno viso, un pugnale nel petto. È asciutto, senza fronzoli a indolcire le scene cruente di cui siamo circondati nella realtà ma che non ci aspettiamo in un romanzo, benché thriller. È scorrevole, coinvolgente, dai periodi spezzati che creano suspense e cardiopalma.

Non posso dire altro senza svelare troppo, ma credetemi, questo è un libro che ti resta dentro, ti sconvolge e ti fa riflettere. Il mio consiglio è di leggerlo in successione, cioè dopo aver letto gli altri della serie, per avere una resa massima del clou narrativo. Ciò nonostante, come tutti i suoi romanzi, anche questo può essere letto “in solitaria”, ci sono i giusti ragguagli per non avere buchi fastidiosi durante la lettura.
Mi raccomando, fatemi sapere, se lo avete già letto, cosa ne pensate, altrimenti correte a recuperare questa storia che merita davvero tanto. Alla prossima recensione!

Annarita

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2 pensieri riguardo “Recensione: La moglie silenziosa di Karin Slaughter

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