Recensioni · Valeria Benatti

Recensione: Da oggi voglio essere felice di Valeria Benatti

Buongiorno, carissimi!
Oggi parliamo di un libro di narrativa non-fiction, una storia delicata e forte allo stesso tempo.
Se volete saperne di più…

Da oggi voglio essere felice di Valeria Benatti

(#Giftedby) Giunti Editore – 22 gennaio 2020
narrativa non fiction – 190 pag.
9,99€ e 16,00€ – Gratuito con KindleUnlimited

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Un romanzo struggente e delicato sul tema dei bambini in affido: un mondo così vicino a noi, di cui sappiamo così poco.
Quando Nino arriva in comunità ha lo sguardo smarrito di un bambino di cinque anni che non capisce perché quella mattina, all’asilo, sia stato prelevato da un gruppo di sconosciuti invece che dalla sua mamma. Quella mamma che arriva sempre tardi, è spesso nervosa e lo fa vivere in un’enorme casa occupata piena di gente strana come lei. Però è l’unica mamma che Nino abbia mai conosciuto e non può certo lasciarla sola: Gianna ha bisogno di lui. Ma a poco a poco, la vita serena in comunità insieme agli altri bambini, la dolcezza degli educatori e dei volontari, la sicurezza della routine gli fanno temere il momento in cui dovrà rivederla. Lo riconoscerà, adesso che è così pulito, ben vestito e pettinato? Sarà arrabbiata con lui per essere stata abbandonata? Comincerà a urlargli contro come al solito? Il senso di colpa e l’ansia crescono ancora quando Nino scopre che c’è una famiglia che vorrebbe accogliere proprio lui: una mamma, un papà, una sorellina e perfino un cane, che vivono in una bella casa e fanno le vacanze in camper. Davvero può fare questo a Gianna, lasciandola sola al suo destino?

Anche solo rileggendo la trama prima di iniziare a scrivere questo mio pensiero, lo stomaco mi torna sottosopra.
Andiamo per gradi.

Nonostante il libro sia uscito a inizio anno – sembra passata davvero una vita – l’ho letto solo negli ultimi giorni, perché questi mesi, anche togliendo la pandemia, sono stati davvero lunghi, pesanti, tristi. Non riuscivo a leggere e non volevo rischiare di “bruciarmi” una bella storia. Quindi avevo messo da parte le letture per i film, qualcosa di semplice con cui distrarmi. Ora sembrerebbe che abbia ripreso a leggere, e speriamo! Perciò, guardando i volumi accumulati, la scelta è ricaduta su Da oggi voglio essere felice, un titolo che anche come proposito è ottimo.

La lettura di questo libro è stata accompagnata da occhi perennemente lucidi e nodo in gola. Fin dalla primissima pagina entriamo in un mondo difficile, fatto di case occupate, dipendenze, mancanze, violenze, bambini abbandonati. Conosciamo Gianna, la mamma di Nino, che vuole essere chiamata solo Gianna. Nino, uno scricciolo di bambino adorabile, intelligente, forte. Tanti altri bimbi, con le loro storie, le loro difficoltà. E poi Margherita, Monica, Alessandra, Gloria, Pietro, Emanuela… che come angeli custodi si prenderanno cura dei protagonisti, soprattutto Nino.
Ecco, davvero, a ripensare alla storia mi sta tornando mal di pancia.
Perché questo libro ci mostra un mondo che la maggior parte di noi non vede, non conosce. Ci invita a entrare in una comunità di bambini abbandonati (anche se mi sembra più bello dire salvati, da tante cose) e ci fa vedere, appunto, come gli educatori tentino di restituire al bambino, in primis, una quotidianità il più possibile normale, scandita da ritmi quali la sveglia la colazione la scuola il ritorno a casa la merenda il gioco la cena la tv il pigiama la buonanotte, per dargli stabilità. La stabilità della routine. Questa è ovviamente una delle tante cose che gli educatori cercano di fare.

Valeria Benatti in modo semplice ma diretto, forte ma delicato, alternando il (principale) punto di vista di Nino con quello di Gianna e di altri personaggi ci fa conoscere un mondo crudele e difficile. Mi è piaciuto molto vedere tutto con gli occhi di Nino, capire le difficoltà, i pensieri di un bambino di 5-6 anni, addentrarmi nella mente di Gianna. Riesce a farlo molto bene essendo stata lei stessa una volontaria al CAF – Centro aiuto famiglia di Milano. Perché attenzione: è narrativa non-fiction. Non è semplicemente una storia di fantasia.

Via via che concludevo la lettura, ero sempre più commossa vedendo l’evoluzione dei personaggi, le loro piccole vittorie, progressi, le speranze per il futuro. Nino mi è rimasto nel cuore, nella mia mente è uno scricciolo dolce che abbraccia stretto stretto un cagnolino di peluche. Sono contenta di aver letto questo libro perché ho conosciuto un mondo nuovo seppur difficile, e sento di aver imparato qualcosa. È difficile leggere di anime pure e innocenti con questi trascorsi, ma mi ha lasciato, infine, una sensazione positiva. Ve lo consiglio.

Valentina

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