Liz Moore · Recensioni

Recensione: I cieli di Philadelphia di Liz Moore

Ciao, lettori!
Dopo un periodo di stop, dovuto anche al fatto che gli editori erano fermi e le librerie chiuse causa emergenza sanitaria, torno con la recensione de I cieli di Philadelphia, romanzo con cui riparte NN Editore.

I cieli di Philadelphia di Liz Moore

NN Editore – 21 maggio 2020
Gialli e thriller – 446 pag.
8,99€ e 18,00€

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Michaela Fitzpatrick è un’agente di polizia. Vive da sola e tra mille difficoltà si prende cura del figlio Thomas, un bambino dolce e intelligente. Pattuglia le strade di Kensington, il quartiere di Philadelphia dove è cresciuta e dove l’eroina segna il destino di molti, perché vuole tenere d’occhio l’amata sorella Kacey, che vive per strada e si prostituisce per una dose. Un giorno, Kacey scompare da Kensington, proprio nel momento in cui qualcuno comincia a uccidere le prostitute del quartiere. Michaela teme che sua sorella possa essere la prossima vittima e con l’aiuto del suo ex partner, Truman, inizierà a cercarla con vera ostinazione, mettendo in pericolo le persone più care, e rivelando una verità che lei stessa prova a negare con tutte le sue forze. Tra detective story e saga familiare, Liz Moore costruisce un romanzo in cui passato e presente si intrecciano e si illuminano componendo il ritratto di una donna vulnerabile e coraggiosa, tormentata da scelte sbagliate e fedele al suo senso di giustizia, e racconta un quartiere ai margini del sogno americano, ma cuore pulsante di un’umanità genuina e desiderosa di riscatto.

Maggio segna la ripresa delle pubblicazioni per molte case editrici, tra cui NN Editore, che è tornato in libreria il 21 maggio con I cieli di Philadelphia di Liz Moore, e oggi con Il nome della madre di Roberto Camurri. Ovviamente mi sono lasciata incantare da titolo e cover del libro della Moore, quindi ora vi dico il mio parere.

Michaela Fitzpatrick, la nostra protagonista, è una poliziotta, un’agente di pattuglia delle strade di Kensington, un quartiere di Philadelphia. Ed è proprio lei che un giorno, insieme al suo partner, trova il corpo senza vita di una donna sui Binari. Sarà solo il primo di una serie di omicidi, tutti con vittime donne, nel quartiere di Kensington, dove molte persone per una dose sono disposte a tutto.
Il libro inizia subito con questo omicidio e sembra quindi partire in quarta. È proprio ciò che mi ha incuriosito fin dall’inizio, insieme allo stile asciutto e schietto della Moore. Salvo poi scoprire che è “quasi” una falsa partenza.
Ora mi spiego.

Questo romanzo è un insieme di mistero, giallo, storia famigliare e devo ammettere che nelle prime centocinquanta pagine circa procedevo un po’ lentamente perché deve pur dirci chi sia Mickey – con una narrazione in prima persona – e iniziare a raccontarci della sua storia famigliare. In questo punto però il giallo è messo un po’ in disparte e mi chiedevo appunto quando sarebbe saltato fuori, soprattutto dato l’omicidio fresco fresco.
Michaela ci racconta la sua vita in un’alternanza di “Allora” e “Adesso” che piano piano ci danno tutti i tasselli di cui abbiamo bisogno per vedere l’immagine per intero. Conosciamo quindi i suoi genitori, sua sorella Kacey, la nonna Gee, Simon, Thomas. Mi sono piaciuti molto i flashback e l’alternanza non era per niente difficile da seguire. La caratterizzazione dei personaggi è molto buona, e tra tutti spicca Mickey, con le sue sfumature, scelte giuste e/o sbagliate, la sua voglia di giustizia.

Oserei dire che Kensington e la droga sono quasi dei personaggi in questo libro. Sono vivi, sono presenti. Kensington è il quartiere in cui le sorelle sono nate e cresciute, e da cui Mickey non si allontana per continuare a “controllare”, vegliare su Kacey. E la droga… beh, è la droga. Il tutto è narrato e descritto con veramente tanta umanità, colpisce con tatto, fa riflettere.

L’ultima parte del romanzo, all’incirca cento, centocinquanta pagine, è quella che ho preferito perché più movimentata. Mi è piaciuta questa parte investigativa, la ricerca di Kacey e del colpevole. Mi portava a credere di aver capito chi fosse il nostro uomo, ma poi svariati colpi di scena mi costringevano a rimettere tutto in discussione. E sono contenta anche di come si è concluso.

Per tirare le somme, I cieli di Philadelphia è un romanzo molto incentrato sulla storia famigliare della protagonista, attuale e passata, in cui si mischia mistero e investigazione alla ricerca della verità e della giustizia, cosa molto importante per Mickey. Devo però ammettere che chi cerca un gran thriller o comunque un romanzo giallo intenso potrebbe rimanere deluso. A me non è affatto dispiaciuto tutto sommato, soprattutto per l’umanità con cui Liz Moore ha saputo scrivere di droga e di un quartiere difficile.

Valentina

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