Louise Doughty · Recensioni

Recensione: Binario sette di Louise Doughty

Buongiorno!
In un giorno per me speciale – sono ventotto oggi! – vi parlo di un libro altrettanto speciale.
Siete pronti a scoprirlo?

Binario sette di Louise Doughty

Bollati Boringhieri – 23 gennaio 2020
noir – 442 pag.
9,99€ e 18,50€

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Stazione di Petersborough, binario Sette, quattro del mattino: Lisa Evans è determinata a capire perché si ritrova in quel luogo deserto. Perché è lì? Lisa non se lo ricorda. Però una cosa la sa: lei è morta, ed è morta lì, investita da un treno al binario Sette. ma come siano davvero andate le cose, Lisa non riesce a capirlo. Nella solitudine della notte, assiste a un altro «incidente»: un uomo solo, anch’egli travolto da un treno di passaggio. Lo choc fa riaffiorare, un tassello dopo l’altro, le vicende e le persone del suo passato.
Su tutte, Matthew, il fidanzato. Medico affascinante e premuroso, Matthew è andato a vivere con lei dopo poche settimane di appuntamenti romantici e passionali. I suoi genitori lo adorano, è quello giusto. Potrebbe essere la relazione perfetta solo che, come spesso accade, non lo è. Matthew arriva sempre in ritardo, ma detesta quando lo fa Lisa. Le dice che lei è solo sua, ed è ossessionato dai suoi fidanzati passati, per scherzo. Le controlla il cellulare e conosce le sue password. Tanto per provare, quando sono a letto insieme, le chiede di fingere di essere morta. Giorno dopo giorno, un senso di soffocamento e allo stesso tempo di colpa si insinua nella vita di Lisa.
C’è qualcosa che non funziona, ed è sicuramente lei il problema. A meno che non sia Matthew.
Mentre il ricordo della relazione si fa sempre più vivido, una domanda tormenta Lisa: si è suicidata su quel binario, o qualcuno l’ha spinta sotto al treno? Perché il suo spirito continua a vagare per la stazione, come se avesse qualcosa di irrisolto da portare alla luce prima di potersi abbandonare in pace all’eternità? Tra le vicende dei frequentatori abituali della stazione, che può osservare dalla sua postazione privilegiata, e le immagini che le tornano alla mente, Lisa capisce di non essere sola, e che può ancora fare qualcosa per riportare a galla la sua terribile verità.

Binario sette per me è stato uno di quei libri che “ti chiamano”. Ho visto titolo, trama e copertina settimane prima dell’uscita e, senza aver letto del tutto la trama – come sapete, non le leggo quasi mai, alcune rivelano troppo per i miei gusti – è finito in wishlist. Questa volta ho avuto naso, perché è stata una gran bella lettura.

Il binario sette è quello più recente nella stazione di Petersborough, non ha che pochi anni, ed è anche quello più distante, meno visibile dall’ingresso e dagli occhi del personale. Per questo motivo un signore, in piena notte, lo sceglie: aspetta che arrivi un treno merci e poi… pone fine alla sua vita. Lisa, impotente, osserva tutto ciò e non può far niente né per evitarlo né per chiamare aiuto, perché nessuno la vede, nessuno la può sentire. Lisa è morta.
Pian piano, il tragico evento riporta a galla i ricordi di Lisa, ma c’è comunque una cosa che non riesce a capire: perché è lì, perché e com’è morta? Si è uccisa? L’hanno uccisa? È stato un incidente?

Louise Doughty, autrice che ho scoperto con questo romanzo, ci narra la storia di questa ragazza in prima persona, dal suo punto di vista. Scelta azzeccatissima. Anche noi come fantasmi invisibili, accompagniamo Lisa nel suo girovagare senza fine in stazione, osserviamo insieme i pendolari e lo staff, Lockhart, Melissa, Dalmar, e tassello dopo tassello scopriamo la sua storia, ciò che è successo veramente.
Qui incontriamo Matthew, da lei chiamato Matty ma io mi rifiuto di chiamarlo con questo nomignolo carino e dolce, e ci addentriamo nella loro relazione. Ciò avviene nella quarta parte del libro – è diviso in sette parti, come il binario sette – ed è descritto al passato, ovviamente sempre da Lisa.
Questa parte, insieme a un altro pezzo più avanti in cui torna a parlare della loro storia, è tosta, toccante. Tosta non in senso pesante da leggere, tosta perché la Doughty con molto talento ha caratterizzato alla perfezione i personaggi, primi fra tutti Lisa e Matthew, e narrato, descritto alla grande sentimenti, emozioni, cause e conseguenze.

La prima cosa che ci fa capire questo libro è che l’apparenza inganna. Matthew sembra l’uomo perfetto, affidabile, bravo, buono, è un medico specializzando rispettato e amato da tutti. Anche per i genitori di Lisa sembra il ragazzo giusto. E invece…
E poi, soprattutto, che ogni tipo di violenza subita è sbagliata e la colpa non è propria. Questo libro urla NON È COLPA TUA, forte e chiaro.
Mi è piaciuto molto. Mi è piaciuta la forza del tema, l’abilità nel raccontarla, perché non è fatto banalmente, ho apprezzato davvero tanto lo stile di Louise e il suo modo di narrare. Mi è piaciuta la struttura, mi è piaciuta la caratterizzazione dei personaggi e il fatto che siano legati da un filo sottile.
È un libro da cui mi aspettavo tanto, senza rendermene conto, e che non mi ha delusa. È una di quelle volte che leggendo i commenti riportati sulla copertina posteriore posso dire “Hanno tutti ragione”.
Concludendo, un bel libro, una storia non nuova ma narrata e intrecciata perfettamente, e con la sua penna Louise ci “tocca” senza mai cadere nel banale o nella pietà. Sono davvero molto curiosa di scoprire gli altri libri di questa autrice, sono già finiti nella mia wishlist su Libraccio!

Ah, ps: ho amato il formato di questo libro. È un brossura così morbido, comodo, maneggevole! È confortante!
Okay, la smetto.

Valentina

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