Jodi Picoult · Recensioni

Recensione: Intenso come un ricordo di Jodi Picoult

Lettori, buongiorno!
È mercoledì, quindi vi parlo della lettura fatta a gennaio in tema Giorno della Memoria.
Ve ne parlo brevemente qui sotto…

Intenso come un ricordo di Jodi Picoult

TEA (dal catalogo Corbaccio) – 22 settembre 2016
narrativa – 471 pag.
ebook 6,99 – cop. flessibile 12,00 – rigida 9,90 €

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Sage Singer fa la fornaia ed è una ragazza solitaria, finché non stringe amicizia con un vecchio signore, Josef Weber. Insegnante in pensione, di origine tedesca, Weber è benvoluto da tutti nella piccolo comunità in cui vive. Ma un giorno, contando sul rapporto di stima e affetto che li lega, Weber chiede a Sage un favore molto particolare: vuole che Sage lo uccida. Scioccata, confusa, la ragazza si rifiuta ma non può rifiutarsi di ascoltare la confessione dell’anziano amico. Weber è stato nelle SS ed era fra le guardie di Auschwitz. E la nonna di Sage è una sopravvissuta ai campi di sterminio… Come si può reagire quando si capisce che la persona che ha di fronte incarna il male assoluto? È possibile cancellare un passato criminoso con un comportamento irreprensibile? Si ha il diritto di offrire perdono anche se non si è la vittima diretta di un’ingiustizia? E… qualora Sage accogliesse la richiesta di Weber, si tratterebbe di vendetta… o di giustizia?

Ho appena riletto la trama, e per l’ennesima volta ho avuto un brivido. Così come è successo svariate volte durante la lettura. Uno di quei brividi che senti dentro, che non è propriamente freddo, ma che ti fa avvolgere ancora più stretta nella coperta per trovare conforto e calore.

Intenso come un ricordo è uno dei tanti libri che Silvia ha spacciato e che io ho comprato fidandomi ciecamente. Ce lo avevo da un po’ nella pila (che non si esaurisce mai) di libri da leggere ma dato che era una lettura “personale”, davo la priorità a quelli da recensire. Poi mi sono detta “No, almeno una lettura al mese ‘personale’ me la voglio concedere”, ma eccomi qui lo stesso a parlarne perché il libro merita, e il tema ancora di più.

Come avrete capito dalla trama, questo è un romanzo che ha due archi temporali: quello nel passato è durante la Seconda guerra mondiale, l’altro ai giorni nostri. Per questo l’ho scelto come lettura a tema per il periodo del Giorno della Memoria. Due sono gli archi temporali, mentre i punti di vista da cui è raccontato sono ben di più. Abbiamo quello della protagonista Sage, di Josef Weber, di Minka e di Leo. Ma ci sono anche altri brevi capitoli che narrano un’altra storia, bella e avvincente, che vi lascerò scoprire da soli. Non fatevi spaventare da questi cambi di POV, perché la lettura non ne risente.
I personaggi mi sono piaciuti tutti moltissimo. Sono ben descritti, caratterizzati, coerenti. La trama dice già abbastanza quindi non sto ad aggiungere dettagli. Sono personaggi a cui ci si affezionata e che poi a fine libro ci mancheranno. Soprattutto Minka.

Ho faticato un po’ durante la prima parte della storia, lo ammetto, e non so se a causa del libro, o per mia scarsa concentrazione. Credo sia perché ci mette un po’ a entrare nel vivo, ma quando lo fa, si vede, si sente eccome, soprattutto durante il POV di Minka. La sua narrazione mi è piaciuta tanto quanto mi ha fatto male. È difficile da spiegare a parole. La Picoult ha parlato dell’Olocausto in modo impeccabile. Vedevo tutto come se fossi lì, come se avvenisse davanti ai miei occhi. Era straziante, più volte ho avuto dei colpi al cuore, più volte mi sono chiesta perché, come sia stato possibile tutto ciò.
Mi è piaciuto in ogni parte. Il presente con Sage e Leo, il passato di Josef e Minka, soprattutto l’allegoria. È un romanzo narrato e strutturato con maestria. Perché di libri narranti gli eventi della Seconda guerra mondiale ce ne sono tanti, ma questo sa distinguersi per svariati motivi. Affronta svariati temi, dolore colpa vendetta perdono giustizia…

Bello, bello. Un bel libro, una bella storia, per quanto ovviamente triste e drammatica. Scorrevole soprattutto dopo la prima parte. È una lettura che fa male, lo so, ha delle frasi toccanti che mi sono fermata a leggere più volte, ma ragazzi, leggete libri come questi, anche se sono dolorosi, perché non possiamo dimenticare, non dobbiamo fare finta di niente, non si può girare la testa dall’altra parte. Leggiamo per capire, riflettere, fare in modo che non succeda di nuovo, perché non può e non deve succedere di nuovo. Ho altri libri su questo tema, e li leggerò appena possibile, alternandoli ovviamente con altri argomenti, ecc., non aspetterò l’anno prossimo solo per essere in tema Giorno della memoria. Siamo tutti uguali, ragazzi, non dimenticatelo mai. L’unica “razza” (e lo scrivo tra virgolette perché non mi piace definirla così, ma riprendo il termine usato nel libro) che c’è al mondo è quella dell’essere umano, dell’essere vivente, e lo è sia chi ha la pelle nera, chi bianca, chi ha gli occhi a mandorla o chi crede in un dio piuttosto che in un altro. SIAMO TUTTI UGUALI.

#LeggerePerNonDimenticare

Vi do appuntamento a domani per il riassunto delle mie letture di gennaio. Buona giornata!

Valentina

Seguimi su…
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3 pensieri riguardo “Recensione: Intenso come un ricordo di Jodi Picoult

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