Barbara Baraldi · Recensioni

Recensione: L’ultima notte di Aurora di Barbara Baraldi

Buongiorno lettori,
oggi parliamo di un libro thriller che ho amato molto: L’ultima notte di Aurora.
È il terzo volume di una serie, e spero proprio che il quarto esca il prima possibile.

L’ultima notte di Aurora di Barbara Baraldi

Giunti – 4 settembre 2019
thriller – 564 pag.
9,99 e 19,00€

Le ferite dell’anima sono le più difficili da risanare. Lo sa bene Aurora Scalviati, profiler in un commissariato della provincia emiliana con un doloroso passato alle spalle. Per questo ha accettato di raccontare la sua storia alla conferenza del professor Menni, tra i massimi esperti di disturbi post-traumatici. Ed è proprio qui che Aurora incontra una misteriosa ragazza dai lunghi capelli neri che le rivolge una singolare domanda: «Credi che si possa davvero uscire dal buio?». Un quesito che di lì a poco si trasforma in un testamento, perché la giovane si toglie la vita gettandosi dalla torre del palazzo, sotto gli occhi terrorizzati dei presenti. Un caso archiviato rapidamente come suicidio, ma Aurora non ci vede chiaro ed è ossessionata dalle parole della sconosciuta: un’ultima disperata richiesta di aiuto? Avrebbe potuto fare qualcosa per salvarla? Non c’è tempo però per i sensi di colpa: il ritrovamento di un cadavere orrendamente sfigurato, su una secca in riva al Po, la costringe a rivedere le sue priorità. L’unico indizio è la fotografia di una bambina, che la vittima conservava come un sinistro trofeo. È l’inizio di una caccia serrata a un serial killer feroce, inafferrabile come lo spauracchio di una leggenda popolare raccontata in quelle valli per tenere buoni i più piccoli: il Grigione, che strappa il volto delle sue vittime dopo aver danzato con le loro paure. Aurora sa di non poter fare tutto da sola: ha bisogno di riunire la sua vecchia squadra, i Reietti. Ma quando Bruno e Silvia le voltano le spalle, l’unico interlocutore rimane l’enigmatico Curzi che, pur rinchiuso nel­l’isolamento di una struttura psichiatrica, sembra conoscere la verità. Un grosso rischio per Aurora, perché scendere a patti con il male può scoperchiare segreti che avrebbero dovuto restare sepolti per sempre…

Recensione dei precedenti volumi: Aurora nel buioOsservatore oscuro

Come scorrono bene i libri quando sono belli. Siamo già arrivati al terzo volume della serie della profiler Aurora Scalviati, vice ispettore del commissariato di Sparvara. Se non avete letto i primi due, qui sopra trovate i link alle recensioni.

A palazzo d’Accursio di Bologna si sta tenendo una conferenza sul disturbo da stress post-traumatico quando, in una breve pausa, Aurora incontra una ragazza che con due domande la “sconvolge”.

Credi che si possa mai uscire dal buio? Che si possano superare esperienze così terribili da cancellare ogni altra cosa?

Poco dopo, Aurora vede quella stessa giovane ragazza precipitare dalla torre più alta del palazzo. Ancora preda dello shock e dei sensi di colpa, il caso è chiuso in fretta come suicidio. È davvero così? Ben presto però si ritrova a dover pensare ad altro perché il corpo di un uomo brutalmente ucciso viene ritrovato su una riva del Po. Aurora viene messa a “capo” delle indagini e per farlo ha bisogno della sua squadra, la squadra dei Reietti. Ma non tutti sono disposti a tornare.

E questo è solo l’inizio di una gran bella storia, come ne sa scrivere bene Barbara Baraldi. Ci troviamo infatti mentalmente impegnati su due indagini separate, il suicidio di una ragazza e la morte di un uomo, torturato forse da un serial killer.
Ho apprezzato che all’inizio del romanzo non ci fosse quella specie di riassunto “delle puntate precedenti” che c’era invece in Osservatore oscuro. Qui si parte in quarta con l’indagine, anzi le indagini.
Rispetto ai primi due libri, questo è forse il migliore. L’ho trovato molto equilibrato rispetto agli altri. Ha una bellissima trama, un ottimo intreccio. Il tema che c’è dietro, la coscienza, è stato ben studiato, si vede da tutte le informazioni che la Baraldi ha inserito. Ha fatto bene i compiti, sì.
Ritroviamo i personaggi che abbiamo amato, impariamo a conoscerli anche più profondamente. Sono tutti ben caratterizzati, ovviamente Aurora rimane la punta di diamante, spicca tra tutti. Ha fatto un ottimo lavoro anche con le relazioni tra loro, e sono stata felice soprattutto per una in particolare.

Abbiamo un ottimo thriller, una trama avvincente e un intreccio perfetto. Quando tutto sembra ormai chiaro, non lo è. I colpi di scena non mancano, infatti. Molto equilibrato, come già detto, nelle sue parti: le indagini, i rapporti umani, il tema della coscienza e le informazioni date… Mi è piaciuto molto e come con i due precedenti, quando ho girato l’ultima pagina è stato come salutare degli amici.
Tuttavia, nel finale mi pare sia rimasto qualcosa di “incompleto”. Ho la sensazione che potrebbe essere ciò che “aprirà” il quarto libro. Perché ci sarà un quarto libro, vero?? Barbara e Giunti, parlo con voi!

In conclusione e sintesi: leggetevi questa serie, non ve ne pentirete!

Valentina

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2 risposte a "Recensione: L’ultima notte di Aurora di Barbara Baraldi"

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