C.J. Tudor · Recensioni

Recensione: Chi ha rubato Annie Thorne? di C.J. Tudor

Buongiorno!
Oggi parliamo di Chi ha rubato Annie Thorne? di C.J. Tudor, che probabilmente conoscerete già.
Vi lascio il mio pensiero. Buona lettura!

Chi ha rubato Annie Thorne? di C.J. Tudor

Rizzoli – 26 febbraio 2019
thriller – 350 pag. – 20,00 e 9,99€

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Arnhill, piccolo villaggio di miniera inglese. Nel 1992 una banda di quindicenni trova l’ingresso ai cunicoli. Scendono in cinque: Hurst, la mente; Fletch, il braccio; Chris, la bussola; Marie, l’affascinante fidanzatina di Hurst; e Joe Thorne. Si imbattono in un ossario di bambini, sepolti laggiù da chissà quanto tempo. Ma non sono soli. Annie, la sorellina di otto anni di Joe, li ha seguiti fin lì. E quando un’altra presenza si manifesta, vomitando milioni di scarafaggi dai teschi, dalle ossa e dai crepacci del terreno, tutto precipita. Nella confusione della fuga, qualcuno sferra un colpo mortale alla testa di Annie. Nonostante gli altri lo abbiano abbandonato chiudendosi la botola alle spalle, Joe riesce a tornare a casa. Due giorni dopo, torna anche Annie. Nessuno sa dove sia stata. Oggi, venticinque anni dopo quel giorno e infrangendo la promessa che aveva fatto a se stesso, Joe ha deciso di rimettere piede a Arnhill. A convincerlo a intraprendere il viaggio è stata un’email anonima: “So cos’è successo a tua sorella”, gli hanno scritto. Sta succedendo di nuovo.

‘92. Siamo ad Arnhill e cinque ragazzi – Joe, Chris, Hurst, Marie e Fletch – si addentrano in un cunicolo che porta in un luogo oscuro e misterioso. A un tratto un fruscio. Chi c’è? Non si sono accorti che una sesta persona si è intrufolata dopo di loro: Annie, la sorellina di Joe. A un certo punto la situazione precipita e qualcuno sferza un colpo alla testa ad Annie. Nel fuggi fuggi generale, Joe rimane indietro ma alla fine conquista anche lui l’uscita. E Annie? Dopo quarantott’ore, torna a casa anche lei.
Ma non è più lei.

Chi ha rubato Annie Thorne? è il secondo romanzo di C.J. Tudor, e ne sono stata incuriosita fin da subito oltre che per la trama anche per i pareri molto entusiasti riguardo il romanzo d’esordio della Tudor, L’uomo di gesso. Potevo quindi non leggerlo? Ovviamente no.

Questo romanzo si apre fin dall’inizio con un mistero: due corpi vengono ritrovati in un cottage, una scena del crimine veramente raccapricciante. Oltre a chiederci chi sia stato e perché lo abbia fatto, una scritta sul muro aggiunge un ulteriore quesito: NON È MIO FIGLIO. Cosa significa?, ci chiediamo. Questo è solo il prologo, narrato in terza persona.
Nel primo capitolo, e i tutti i successivi, prende la parola Joe, il nostro protagonista. Sono passati venticinque anni dal ‘92, ora Joe è un quarantenne e sta dall’altro lato della cattedra: insegna inglese. Tutto avrebbe pensato di fare, tranne tornare ad Arnhill, ma dopo aver ricevuto una mail anonima con un messaggio altrettanto misterioso, non può fare altro.

La Tudor ci presenta la storia come tanti piccoli pezzi di puzzle-misteri, puzzle che piano piano si completa sempre più e che alla fine ci mostrerà il quadro completo. Un bel quadro, una bella storia.
Abbiamo due archi temporali, quello ai giorni nostri – 2017 – e quello nel ‘92, che ci aiuta a comprendere meglio gli avvenimenti e i personaggi stessi.
Su alcuni siti questo libro viene catalogato come thriller, tuttavia direi che ha un mix di generi in sé: thriller (magari anche un pochino psicologico), horror, paranormale. Mix che non mi dispiace affatto. In tutto ciò, si trattano temi importanti come la crescita nell’adolescenza, il bullismo, l’emarginazione.
Arnhill è un paesino che sembra avvolto in una nube di un’entità oscura, misteriosa. Ho subito pensato a Mystic Falls, avete presente?, della serie de Il diario del vampiro. Lì non succede mai niente di buono. Una città da cui tutti scappano e in cui nessuno vuole tornare.

Lo stile della Tudor mi è piaciuto, e anche la narrazione, la descrizione dei luoghi. Nel mezzo, ha saputo inserire anche delle frasi più riflessive che ho apprezzato molto. Belli i dialoghi, diretti, simpatici e ironici talvolta. Forse solo in un paio di occasioni avrei rivisto qualche frase fatta di troppo o comunque uno scambio troppo artificioso, ma nel complesso molto belli.
Così come i personaggi, tra cui spicca Joe, il protagonista principale. Joe non è il classico uomo perfetto, serba rancore, probabilmente avrebbe voluto vendetta, ha un paio di vizi e per concludere in bellezza mente, mente e se deve fare una scelta, farà quella sbagliata. Belli e ben caratterizzate anche tutte le altre figure che gli stanno intorno.

Che altro dire. Un bel romanzo, tanti misteri, i colpi di scena non mancano. Le pagine si girano veloci per sapere come continua la storia, una storia che prende soprattutto nella seconda parte. A vicenda conclusa sembra che tutto sia finito, eppure nell’epilogo capiamo che forse questo storia non avrà mai una fine.
Non mi ha preso al 100%, e non lo promuovo al 100%, però è comunque un parere positivo, più che una sufficienza, e di certo vedrò di recuperare al più presto anche L’uomo di gesso.

Voi avete letto i libri della Tudor? Se sì, cosa ne pensate?
Lasciatemi qui sotto il vostro parere 😊

A presto, bibliofili!

Valentina

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