Alice Broadway · Recensioni

Recensione: Spark di Alice Broadway

Buondì!
Oggi Greta ci parla di Spark, sequel di Ink di Alice Broadway.
Buona lettura!

Spark di Alice Broadway

Rizzoli – 26 marzo 2019
fantasy – 348 pag.
18,00€ e 8,99€

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Immagina di scoprire che tutta la tua vita si basa su una bugia, che non sei la persona che credevi di essere. Immagina di dover ricominciare tutto da capo, tra coloro che fino a ieri consideravi diversi e che ora invece sono la tua gente. Leora ha scoperto di essere una mezzosangue, figlia di un Marchiato e di un’Intonsa. La sua accettazione e presa di coscienza di questa verità non piace al leader della comunità, il sindaco Longsight, che le offre un incarico che non può rifiutare: se vuole proteggere le persone che le sono care dovrà unirsi agli Intonsi e scoprirne le debolezze. A malincuore Leora accetta, anche nella speranza di sapere qualcosa di più sulla sua vera madre. Capisce così che le storie della tradizione che conosce fin da bambina lì hanno interpretazioni radicalmente diverse, se non opposte, e deve rimettere tutto in discussione, accettare che non solo la sua educazione sia stata una menzogna, ma che neppure gli Intonsi siano depositari di un’unica verità.

Leggi anche la recensione di Ink, il primo volume della trilogia.

Se c’è una cosa che amo dei seguiti è l’evoluzione… della trama, delle ambientazioni e dei personaggi. E Spark, da questo punto di vista, è un vero gioiello.
Avevamo lasciato Leora, la protagonista di questa storia, sicura del suo destino, con le idee chiare su chi volesse essere e su cosa volesse fare nella vita. Diventare una tatuatrice e avere l’onore di imprimere per il resto dei suoi giorni i marchi sulla pelle dei suoi concittadini. In questo secondo volume la ritroviamo, però, preda di dubbi e fragilità. Ma come biasimarla? Come reagireste voi se, improvvisamente, tutte le vostre certezze venissero a mancare?

Leora, che aveva sempre creduto in suo padre, che lo aveva sempre visto come un uomo giusto e dedito alla vita dei Marchiati (il popolo di cui fa parte lei stessa), ha improvvisamente scoperto la verità: suo padre non solo, in passato, ha aiutato gli Intonsi, acerrimi rivali dei Marchiati, ma addirittura si è innamorato di una di loro. Ecco, allora, che la nostra protagonista vede svanire il suo futuro; la donna intonsa, infatti, è la sua vera madre e questo fa di lei una mezzosangue, né intonsa, né marchiata. Ed è proprio questo il motivo che porta Longsight, sindaco dei Marchiati, a ingaggiare Leora come spia.
Introdotta nel mondo di coloro che, fin da bambina, aveva creduto essere dei nemici e costretta a fare il doppio gioco, con il tempo Leora inizierà a chiedersi se davvero è tutto come le è stato sempre raccontato, trovando il coraggio di chiedersi se davvero è tutto solo bianco o solo nero.

Ho amato come l’autrice abbia gradualmente mostrato l’evolvere di Leora, la sua crescita interiore e la sua voglia di venire a capo di qualcosa che sembra essere molto più grande di lei. Entrare in sintonia con la protagonista è stato assolutamente naturale. Il suo essere genuina, che tanto mi aveva affascinato nella lettura del primo volume, ora ha qualcosa in più ed è un qualcosa che rende molto semplice identificarsi con lei.

È così che la Broadway ci porta alla scoperta del mondo degli Intonsi: una società completamente diversa da quella che abbiamo conosciuto in Ink, primo volume di questa trilogia. Il mondo tratteggiato è ricco di dettagli e novità. Abitudini, costumi, cerimonie sono completamente diversi da quelli a cui siamo stati abituati ma, in qualche modo, anche speculari.
Se il popolo dei Marchiati mi aveva affascinato, quello degli Intonsi mi ha rapita completamente.

Continuo ad amare immensamente lo stile della Broadway, privo di qualsivoglia esitazione, e sono pronta a scommettere che il finale di questa storia sarà assolutamente degno di nota.

Greta

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