Recensioni · Silvia Truzzi

Recensione: Fai piano quando torni di Silvia Truzzi

Ciao, caro lettore.
Oggi parliamo di Fai piano quando torni, romanzo d’esordio di Silvia Truzzi.
Cosa ne penso? Continua a leggere.

Fai piano quando torni di Silvia Truzzi

Longanesi – 8 marzo 2018
narrativa – 16,40€ e 1,99€ – pag. 272

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Margherita ha trentaquattro anni e un lavoro che ama. È bella, ricca ma disperatamente incapace di superare sia la scomparsa dell’adorato papà, morto all’improvviso otto anni prima, sia l’abbandono del fidanzato che l’ha lasciata senza troppe spiegazioni. Dopo un grave incidente d’auto si risveglia in ospedale. Qui incontra una signora anziana che da poco è stata operata al femore. Anna, oggi settantaseienne – nata poverissima, «venduta» come sguattera da bambina – ha trascorso la vita in compagnia di un marito gretto e di una figlia meschina, eppure ha conservato una gioia di vivere straordinaria. Merito delle misteriose lettere che, da più di mezzo secolo, scrive e riceve ogni settimana. I mondi di queste due donne sono lontanissimi: non fossero state costrette a condividere la stessa stanza, non si sarebbero mai rivolte la parola. Dopo i primi tempestosi scontri, però, fuori dall’ospedale il cortocircuito scatenato dalla loro improbabile amicizia cambierà in meglio la vita di entrambe.

È sempre brutto svegliarsi in ospedale. Soprattutto se sei lì da molto tempo, hai subìto svariate operazioni e tutti pensano che il tuo sia stato un tentativo di suicidio. Ma soprattutto, è brutto quando hai una di quelle vecchiette impiccione che non stanno mai zitte nel letto accanto, e tu vorresti solo startene per i fatti tuoi, meno che mai dialogare allegramente con lei.
Così inizia Fai piano quando torni, con la trentaquattrenne Margherita in un letto e la signora Anna, ultrasettantenne, in quello di fianco.
I giorni passano ma la rabbia, l’astio e la maleducazione di Margherita no. Col tempo però, quello che di certo era un rapporto sforzato e non voluto tra Margherita e la signora Anna, si evolve e cambia…

Lettore, hai presente le cinque fasi del dolore? A inizio libro mi pare che Margherita sia ferma alla rabbia. Rabbia contro tutti, sua madre, la povera signora Anna, contro i medici, e direi anche contro se stessa. Con ancora il lutto del padre da elaborare, ora si aggiunge anche la perdita dell’amato fidanzato, Francesco, che l’ha lasciata dopo anni perché non sa se l’ama più.
La relazione che avevano i due ragazzi e il comportamento che teneva Margherita sono molto ben descritti, spiegati, e mi hanno fatto pensare, e spero che faranno pensare anche te, indipendentemente che tu sia uomo o donna. Nessuno si dovrebbe “annullare” in una coppia; nessuno dovrebbe sentirsi inferiore, svalutarsi. Se si sta con una persona ma non si è se stessi, c’è qualcosa che non va. Si decide insieme, si ragiona insieme, si fanno le cose insieme. Avere una storia non vuol dire vivere per l’altro né vivere la vita dell’altro.

Ma comunque, tornando al romanzo… Come seconda protagonista abbiamo la signora Anna, che non potrebbe essere più diversa da Margherita. Dolce, affettuosa, simpatica, rotondetta, ma anche diretta quando serve, senza peli sulla lingua. Io l’ho adorata. Me la immaginavo come la nonna Amalia di Alice Allevi, hai presente? Solo con un po’ più di rosa addosso e i bigodini in testa.
Tutti gli altri personaggi, seppur più marginali, sono ben descritti, chi più chi meno.

Nonostante la signora Anna abbia un ruolo centrale, la narrazione avviene solo da parte di Margherita. Dato il suo carattere e temperamento, lo stile non può che essere diretto, arrogante, spesso maleducato. Nel mentre, l’anziana donna ci racconta la sua, di storia, altrettanto bella.
Tocco particolare, le lettere a inizio capitolo, piene d’amore e affetto. Piano piano, nel corso della storia, capiamo cosa significano.

Mi è piaciuta l’evoluzione della protagonista, del rapporto tra le due donne, della vita di Margherita. Mi è piaciuta la storia, lo svolgimento, i colpi di scena e il finale. Tanto che l’ho letto in ebook gentilmente fornito da Longanesi – grazie mille! – ma l’ho comprato in cartaceo appena possibile.
È un libro che mi ha fatto riflettere sulle relazioni che possiamo intrattenere. Nessun uomo o donna ci deve sminuire, mettere le mani addosso, decidere per noi. Non dobbiamo annullarci per l’altro, nella relazione bisogna essere in due, non uno + l’adorazione per il/la compagno/a.

In conclusione, il libro di Silvia Truzzi mi è piaciuto molto, un ottimo esordio. Una storia che fa riflettere con dolcezza e simpatia. Anche una trasposizione su pellicola non mi dispiacerebbe.
Consigliato!

Tu lo hai letto? Se sì, cosa ne pensi?
Fammelo sapere lasciandomi un commentino qui sotto! 🙂
A presto! 🙂

Valentina

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