Barbara Baraldi · Recensioni

Recensione: Aurora nel buio di Barbara Baraldi

Buongiorno a tutti, cari lettori!
Oggi vi racconto un thriller fantastico…
Pronti?
Buona lettura!

Aurora nel buio di Barbara Baraldi

Giunti Editore – thriller – pag. 528 – maggio 2017

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Aurora Scalviati era la migliore, fino al giorno di quel conflitto a fuoco, quando un proiettile ha raggiunto la sua testa. Da allora, la più brava profiler della polizia italiana soffre di un disturbo bipolare che cerca di dominare attraverso i farmaci e le sedute clandestine di una terapia da molti considerata barbara: l’elettroshock. Quando per motivi disciplinari Aurora viene trasferita in una tranquilla cittadina dell’Emilia, si trova di fronte a uno scenario diverso da come lo immaginava. Proprio la notte del suo arrivo, una donna viene uccisa. Il marito è scomparso e l’assassino ha rapito la loro bambina, Aprile, di nove anni. Su una parete della casa, una scritta tracciata col sangue della vittima: «Tu non farai alcun male». Aurora è certa che si tratti dell’opera di un killer che ha già ucciso in passato e che quella scritta sia un indizio che può condurre alla bimba, una specie di ultimatum… Ma nessuno la ascolta. Presto Aurora capirà di dover agire al di fuori delle regole, perché solo fidandosi del proprio intuito potrà dissipare la coltre di nebbia che avvolge ogni cosa. Solo affrontando i demoni della propria mente potrà salvare la piccola Aprile ed evitare nuove morti…

Aurora nel buio è il primo libro della saga thriller di Barbara Baraldi, seguito da Osservatore oscuro (a breve la recensione). La protagonista, il vice ispettore di polizia Aurora Scalviati, giunge a Sparvara dopo un trasferimento da Torino, in seguito e a causa di un blitz finito male. Proprio la sera in cui giunge nella sua nuova città, si imbatte nell’omicidio di una donna. Nonostante lei non faccia parte del team che indaga sull’omicidio e sui rispettivi sviluppi, Aurora lotterà con l’assassino e con i colleghi pur di svelare la verità ed evitare dolore ad altri innocenti.

Avevo Aurora nel buio e il suo sequel in attesa di essere letti da un bel po’, lo ammetto. Volevo però avere più tempo libero in modo da, eventualmente, divorarli capitolo dopo capitolo invece che centellinarli la sera.
E così è stato.
Parlando di Aurora nel buio, è un thriller davvero ben fatto. Nonostante le sue cinquecento e passa pagine, si legge benissimo, la lettura scorre che è un piacere. Può sembrare lungo, ma non è affatto tirato per le lunghe. Non avrei desiderato pagina più né meno.

Ha davvero una bella trama, dietro cui c’è molta ricerca e studio, intricata e per nulla scontata. Ciò porta a chiedersi chi possa essere l’assassino valutando passo dopo passo le svolte e le reazioni, comportamenti dei vari personaggi. Al vero colpevole non ci arriverete se non quando ve lo svelerà Aurora.
Mi sono piaciuti i vari personaggi e le loro relazioni con la nostra protagonista. Sono tutti ben caratterizzati, con le loro storie, i loro comportamenti, le loro idee. In particolar modo, mi è entrato nel cuore Bruno e il bambino con il cappotto a scacchi, mentre ho rivalutato un’altra persona che non nomino perché altrimenti vi farei spoiler.

La narrazione del presente si alterna delle volte con un salto nel passato, circa nel 1300, e racconta un po’ la storia di padre Edigio. È raccontato in terza persona dal punto di vista di Aurora, la protagonista, e occasionalmente, nel passato, da padre Edigio.
È formato da capitoli non eccessivamente lunghi, usuale per il genere thriller. L’indagine si svolge in un tempo ristretto, scandito all’inizio di alcuni capitoli da un countdown del Risveglio. A cosa si riferisce con Risveglio lo capiremo solo alla fine.
Lo stile dell’autrice è semplice e scorrevole, con una sintassi caratterizzata da periodi prevalentemente brevi e non laboriosi, diretti, e un lessico semplice e attuale.

Sottilmente, o forse neanche tanto, l’autrice fa capire che Aurora non lotta solo contro l’assassino, ma anche contro i pregiudizi dati da un passato non tutto rose e fiori, contro il potere, gli abusi, i colleghi stessi, il senso di colpa. È un thriller molto incentrato sul vissuto dei personaggi e la loro psicologia.
La suspense non manca, i colpi di scena nemmeno. Per me è un thriller che non ha nulla da invidiare ai cugini stranieri e sono felice di aver letto finalmente un thriller italiano degno di questo nome.

Per dirlo con due parole: super consigliato!

Se avete letto anche voi questo libro/saga, lasciatemi i vostri commenti! Mi fa sempre piacere conoscere le vostre opinioni e scambiare quattro chiacchiere.
A presto, lettori!

Valentina

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