Recensioni · Tami Oldham Ashcraft

Recensione: Resta con me di Tami Oldham Ashcraft con Susea McGearhart

Buongiorno, lettori!
Prima recensione dal ritorno delle vacanze, e parliamo di Resta con me di Tami Oldham Ashcraft con Susea McGearhart, da cui è stato tratto l’omonimo film in uscita oggi!
Buona lettura!

Resta con me di Tami Oldham Ashcraft con Susea McGearhart
HarperCollins Italia – narrativa autobiografica
15,00 € – 336 pag.

Giovani, innamorati e con un roseo futuro di fronte, Tami Oldham e il suo fidanzato Richard Sharp hanno trascorso alcuni mesi a visitare le isole polinesiane a bordo di una piccola barca a vela. Sono skipper provetti, e la proposta di portare l’Hazana, un modernissimo yacht a vela, fino al porto di San Diego è per loro un’occasione imperdibile che accettano con entusiasmo. Quando salpano da Tahiti il cielo è limpido e azzurro, ma a poco più di due settimane dalla partenza scoprono che un violento uragano sta facendo rotta su di loro, e avanza così velocemente che non c’è modo di sfuggirgli.
È una delle tempeste più violente della storia, e i due giovani si ritrovano ad affrontare pioggia battente, onde alte come grattacieli e venti che soffiano a quasi 260 chilometri all’ora. Tami scende sotto coperta, e proprio mentre si sta assicurando con una cima sente Richard gridare. Un rumore assordante, e poi il buio. Tami rimane incosciente per ore. Quando si risveglia l’imbarcazione è semidistrutta. Non ci sono navi né terra in vista, solo una sconfinata distesa d’acqua tutto intorno.

Resta con me è la storia di due giovani e di quarantun giorni trascorsi in alto mare su un’imbarcazione che è poco più di un relitto, senza motore né alberi, con la strumentazione di bordo in avaria e una riserva d’acqua e cibo limitata. Ma è soprattutto una storia che parla di sopravvivenza, di forza di volontà e di resilienza, e della straordinaria forza dell’amore.

Tami Oldham e Richard Sharp sono due skipper professionisti che dopo una crociera in barca a vela nelle isole polinesiane, accettano l’incarico proposto loro da una nuova coppia di amici: portare l’Hazana nel porto di San Diego. Per loro è un’occasione imperdibile e accettano volentieri.
Il 22 settembre 1983 alle ore 13:30 salpano dal porto di Papeete, sull’isola di Tahiti.
È tutto fantastico e procede a gonfie vele – per rimanere in tema – finché quella che all’inizio sembrava una tempesta non diventa l’uragano Raymond.

Bisogna specificarlo: questa è una storia vera, un libro autobiografico. Lo scrivo perché io ho dovuto ripetermelo molte volte durante la lettura di questa vicenda incredibile.
Provate a immaginare: 41 giorni dispersi in mezzo all’oceano Pacifico (OCEANO!!); soli, senza modo di comunicare; vele, barca e attrezzatura semidistrutte; cibo e acqua da razionare. Cosa fareste? I naufraghi ce la mettono tutta per tirare avanti, ma non vacillare a volte è impossibile. La frustrazione, l’angoscia, la tristezza, la disperazione, la rabbia sono ai massimi livelli. C’è bisogno di speranza e forza per andare avanti. È questo che traspare dal libro e che ho percepito. Stavo male durante la lettura, avevo un’ansia pazzesca nello sfogliare le pagine. Il tutto era amplificato quando mi ricordavo che è una storia vera, che l’autrice ha vissuto davvero tutto ciò. Quel che penso abbia voluto dire con questo libro è che non bisogna mai arrendersi, mai, nemmeno quando si ha tutto contro, neanche quando sarebbe più facile mollare. L’amore e l’affetto di amici e parenti sarà il balsamo che curerà ogni ferita perché sì, col tempo si guarirà.

È un libro che ho letto voracemente, sfogliandolo come ho già detto con un’ansia pazzesca e un groppo in gola, fino all’ultima pagina. Lo stile è semplice e colloquiale, e ti trasporta sull’Hazana a lottare con Tami e Richard.
Essendo due skipper professionisti, ci sono tantissimi termini tecnici, che effettivamente io non conoscevo. Però a fine libro c’è un glossario in cui ogni parola viene spiegata. Questo aiuta a comprendere meglio cosa succede e cosa fanno i personaggi. Vi consiglio di scorrerlo prima di iniziare la lettura. I termini tecnici comunque sono maggiormente all’inizio.
Una cosa che mi è piaciuta molto sono i ricordi che rivive Tami nella sua mente, le avventure fatte in mare sia da sola che in seguito con Richard. È un ottimo modo per farci conoscere meglio i due protagonisti e tutti i personaggi secondari/amici della coppia.
Non ho potuto non provare un’immediata simpatia per Tami e Richard, due ragazzi che con coraggio hanno seguito la loro passione e che vivono di e per essa.

In conclusione, è un libro veramente toccante, che mi ha fatto versare fiumi di lacrime (e ormai è difficile che mi commuova). Lo consiglio a tutti, che siate amanti del mare e della vela oppure no.
Non vedo l’ora di vedere il film. Ho proprio la sensazione che sarà bellissimo e anche questo strappalacrime.
Vi lascio qui sotto il trailer ufficiale. Aspetto i vostri commenti!
Ciao!

Valentina

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2 risposte a "Recensione: Resta con me di Tami Oldham Ashcraft con Susea McGearhart"

  1. Ho visto la presentazione del film e sono rimasta senza fiato, la lettura, da quel che dici, dev’essere ancora più reale… lo leggerò, e lo farò leggere ai miei figli, perché è giusto che si comprenda quanto siamo fortunati 🤗
    Grazie 😊

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