Andrea De Carlo · Recensioni

Recensione: L’imperfetta meraviglia di Andrea De Carlo

Buongiorno a tutti!

Torno con la recensione de L’imperfetta meraviglia di Andrea De Carlo. È un autore piuttosto conosciuto e apprezzato, anche se ammetto che per quanto mi riguarda questo è il primo suo libro che ho letto. E… insomma, non siamo partiti molto bene.

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Titolo: L’imperfetta meraviglia
Autore: Andrea De Carlo
Prezzo di copertina: 18,00 €
Pagine:
 368
Editore: 
Giunti
Genere: 
narrativa
Formato: 
rilegato
Data di uscita:
ottobre 2016
Disponibile anche in ebook

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Sinossi

Succede in Provenza, d’autunno, stagione che mescola le prime umide nebbie con un lungo strascico di calore quasi estivo. I borghi e le ville si stanno vuotando di abitanti e turisti. Ancora un grande evento però si prepara. Quasi a sorpresa, sul locale campo di aviazione, si terrà il concerto di una celebre band inglese, i Bebonkers, un po’ per fini umanitari, un po’ per celebrare il terzo matrimonio di Nick Cruickshank, vocalist del gruppo e carismatico leader. I preparativi fervono, tutti organizzati con piglio fermo da Aileen, futura moglie di Nick.

In paese c’è una gelateria gestita da Milena Migliari, una giovane donna italiana che i gelati li crea, li pensa, li esperimenta con tensione d’artista. Un rovello continuo che ruota attorno all’equilibrio instabile del gelato, alla sua imperfetta meraviglia perché concepita per essere consumata o per liquefarsi, per non durare. Milena ha detto addio agli uomini e convive da qualche anno con Viviane. Un rapporto solido, quasi a compensare l’evanescenza dei gelati, l’appoggio di una donna stabile e forte, al punto che, tra qualche giorno, Milena si sottoporrà alla fecondazione assistita. Eppure, in fondo, Milena non ha voglia di farlo davvero questo passo che forse non ha proprio deciso.

Incerta senza confessarselo, Milena. Come Nick, che si domanda da quando il suo rapporto con Aileen ha perso l’incanto dei primi tempi. Così, una rockstar inglese e una ragazza italiana incrociano i loro destini e nel giro di tre giorni, dal mercoledì al venerdì, tutto accelera e precipita in un vortice inevitabile ed esilarante.
“L’imperfetta meraviglia”, il nuovo romanzo di Andrea De Carlo che alterna il ritmo del rock, la leggerezza della commedia brillante, e la profondità del tempo che tutto cambia e modifica. Un continuo mutamento che è la bellezza della vita, la possibilità di essere veramente, fino in fondo, quel che siamo.

È autunno in Provenza. In giro c’è poca gente, così come poca è la clientela della gelateria di Milena. Milena è una gelataia, appunto, ma non fa i soliti gelati, lei li studia, li pensa, li prova, fa gusti particolari e che si possono trovare solo nella sua gelateria.
Nick è il vocalist e leader dei Bebonkers, celebre band rock inglese. A giorni si terrà un concerto che servirà sia per fini umanitari che per festeggiare il matrimonio di Nick con Aileen.
Mercoledì, all’improvviso, un blackout metterà a rischio tutti i chili di gelato rimasti in negozio. Fortunatamente una chiamata risolve il problema.
Da qui, da uno sguardo, da un incontro, inizia la storia.

Fans di De Carlo, se state leggendo, non odiatemi, ma devo dirlo: a me questo libro non è piaciuto per niente.
Perché? Si chiederà qualcuno.
Ora ve lo dico.

Iniziamo col dire che per me la lettura non scorreva fluida. L’inizio l’ho trovato piuttosto noioso. Se non avessi dovuto finirlo per fare questa recensione, credo lo avrei accantonato. Però non l’ho fatto, sono andata avanti e forse grazie alla mia curiosità di sapere come sarebbe andata avanti la storia, l’ho finito.

Un’altra cosa che ho trovato ripetitiva, per non dire estenuante, è stato il dover ripetere ogni volta nome e cognome quando si citano i due personaggi principali. Perché? Bastava dire Milena e Nick, perché mettere ogni volta anche il cognome?

Terzo punto è di sicuro il fatto che ogni singolo argomento a cui possono pensare i due personaggi o che comunque si parla in un capitolo, viene analizzato per pagine, pagine, pagine… Una volta le ho addirittura contate, ora non mi ricordo quante fossero, ma erano decisamente troppe… Va bene analizzare un argomento e spiegare perché tale personaggio la pensa così o cosà, ma io arrivavo al punto da essere palesemente annoiata e quasi non ricordavo più a che punto fosse la trama prima dello sproloquio sull’argomento di turno.

Quarto: ma c’era davvero bisogno di rendere così luuuunga e piena di parolacce la litigata in casa di Nick? Non finiva più…

Quinto, e me lo sono ricordata solo a fine recensione: ma perché tutti quei due punti – intendo questi : – in quasi ogni frase? Posso capire che sia lo stile dell’autore, ma se in una frase sti due punti non servono, io come editor li tolgo, andrebbero solo a rendere diverso il senso della frase e difficile da capire. Infatti molto volte ho dovuto rileggere dei periodi perché pensavo di aver capito male, non comprendevo il perché dei due punti.

Dulcis in fundo, il finale. Io posso capire un finale aperto, ma questo non riesco a chiamarlo finale, non dice nulla! Lascia aperte mille più una ipotesi. Avevo letto una recensione su Ibs forse, in cui un lettore diceva che sembrava che l’editor di De Carlo gli avesse detto di tagliare perché libri più lunghi di 350 pagine non li legge nessuno. E insomma, non è che abbia tutti i torti, sul tagliare, intendo. Che decisione prenderà Milena? Andrà avanti col progetto? E Nick cosa farà, andrà al concerto, si sposerà? Non si sa. Non è che dico così per non farvi spoiler, proprio non ci viene dato saperlo. Quindi mi viene proprio da ripetere ma che finale è? È come se facessi un viaggio e poi mi fermassi dieci chilometri prima della meta. Cosa l’ho affrontato a fare il viaggio se a destinazione non ci arrivo?

Di cose belle… Ah, il gelato in copertina. La foto l’ha fatta De Carlo e avevo sentito dire che per avere la goccia esattamente come voleva ha dovuto fare più tentativi e ogni volta che non ci riusciva, giustamente il cono gelato se lo mangiava.
Non mi vengono in mente altre cose che ho apprezzato in questo romanzo.

Possiamo dire che è stato il primo libro flop del 2017.

Quindi… niente, ragazzi, l’avventura letteraria con De Carlo per me è iniziata malissimo. Nonostante questo, so che alcuni suoi vecchi libri sono stati molto apprezzati. Chissà, forse in un giro in biblioteca potrei farci un pensierino.

Voi avete letto L’imperfetta meraviglia? Mi piacerebbe sapere il vostro parere, nel caso lasciatemi un commentino qui sotto!

Io vi saluto, a presto!

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