Arno Strobel · Recensioni · Ursula Poznanski

Recensione: L’estraneo di Ursula Poznanski & Arno Strobel

Buongiorno a tutti!

La prima recensione dell’anno merita un bel libro, e questo lo è. Parlo de L’estraneo di Ursula Poznanski & Arno Strobel, un thriller psicologico degno di questo nome.

Titolo: L’estraneo
Autore: Ursula Poznanski & Arno Strobel
Prezzo di copertina: 14,00 €
Pagine: 403
Editore: Giunti
Genere: thriller psicologico
Formato: brossura con alette
Data di uscita: gennaio 2017
Disponibile anche in formato ebook

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Sinossi

Immagina di essere sola in casa, avvolta in un accappatoio, mentre ti asciughi i capelli dopo un bagno caldo. Improvvisamente senti un rumore al piano di sotto, uno strano tintinnio, poi un cassetto che si apre e si richiude. Scendi le scale, ti avvicini alla porta della cucina e d’un tratto ti trovi davanti un estraneo: occhi azzurri, capelli scuri, spalle larghe. Sei paralizzata dalla paura, inizi a gridare. Ma lui non scappa. E, cosa ancora più inquietante, ti chiama per nome, sostiene di essere il tuo fidanzato e non capisce come tu possa non riconoscerlo. Tu però non l’hai mai visto prima, afferri un fermacarte e glielo scagli contro. Chi è quell’uomo? Perché dice di conoscerti? Stai forse diventando pazza? Immagina di tornare a casa una sera: entri in cucina, ti versi un succo d’arancia e… vedi la tua ragazza che comincia a gridare: è convinta che tu sia un ladro o un assassino. Ti scaglia addosso un fermacarte e corre a chiudersi in camera. Non riesci a capire, ti guardi intorno e all’improvviso realizzi un fatto agghiacciante: le tue cose non ci sono più. Le tue giacche, che di mattina erano appese nel guardaroba, sono sparite. Non c’è più niente di tuo in quella casa. Stai forse diventando pazzo? Siete entrambi intrappolati in un incubo. E l’unico modo per uscirne è fidarsi l’uno dell’altra…
Una morsa di paranoia e follia che stringe il lettore fin dalla primissima pagina.

Joanna è da sola in casa, in bagno dopo una bella doccia. A un certo punto, sente dei rumori provenire dal piano di sotto. Chi è? Che sia entrato qualcuno?
Scende di sotto, piano piano, e poi lo vede: un estraneo le va incontro, la chiama per nome, dice cose a cui lei non riesce a credere. Ma chi è quest’uomo che Joanna non riconosce?
Erik torna a casa dopo una lunga giornata, va in cucina, si prende un succo da bere, si gira e vede la sua fidanzata. Peccato che lo sguardo che lei gli rimanda non è quello giusto… Sì, perché per lei è un estraneo. Che cosa succede? Sta male? Deve portarla in ospedale.
Lei cerca di ferirlo, si chiude in camera. Quando lui riesce a entrare, vede che delle sue cose non è rimasto nulla, non c’è proprio nulla.
Dove sono tutte le sue cose? È Joanna ad avere qualche problema, visto che improvvisamente non lo riconosce oppure… è lui che sta diventando pazzo?L’estraneo è in thriller psicologico che ti cattura fin dalle primissime pagine. Vai avanti nella lettura con la curiosità di sapere cosa succede, ma soprattutto con una domanda in testa: chi sta dicendo la verità, chi ha ragione? Pian piano cerchi di capire, ti sbilanci e dici “Forse ha ragione lei”, ma dopo cambi idea e dici “No, forse è lui a dire la verità”. Ma ciò che non si capisce è ciò che è successo.
Pagina dopo pagina, il puzzle prende forma, ma la verità si saprà solo all’ultimo.Il punto di vista si alterna. Si inizia dalla voce narrante di Joanna nel primo capitolo, per passare poi a Erik, e così via. Secondo me c’è dietro uno studio perfetto della trama perché i punti di vista di uno e dell’altra cadono a pennello con ciò che succede.
All’inizio temevo che questo passare da una all’altro potesse essere ripetitivo perché nei primi capitoli si riparte dalle scene e frasi finali di quello precedente, ma invece nei capitoli successivi si riprende esattamente da dove ci si era interrotti prima. Questo perché nei primi capitoli bisognava far vedere la reazione e i pensieri di entrambi in determinate scene.
La narrazione, da entrambi i punti di vista, procede con una scioltezza che vi fa girare una pagina dietro l’altra, e in un attimo avete divorato decine di pagine senza che ve ne siate resi conto.
Alcune scene mi hanno lasciato davvero sorpresa, a bocca aperta… Avete presente la faccina “Wow” di Facebook, quelle delle reazioni sotto i post? Ecco, così.

L’ho letto nelle sere della scorsa settimana, ma principalmente l’ho divorato nel week end, in cui avevo più tempo. Domenica pomeriggio ad esempio ho iniziato a leggere nel primo pomeriggio e mi sono fermata alle diciannove. Complice il fatto che mi mancavano una trentina di pagine dalla fine, non riuscivo a staccarmi, a chiudere il libro. Continuavo a dire la classica frase “Ancora un capitolo” ma quest’ultimo famoso capitolo non arrivava mai. Domenica sera, purtroppo, l’ho finito.

I personaggi principali sono sicuramente Erik e Joanna, subito dopo direi Ela, il resto sono di contorno, ma molti di questi hanno la loro importanza nella storia.
Forse una piccola piccolissima pecca è che non veniamo a sapere poi molto dei personaggi, a parte l’indispensabile, ma è giustificabile col fatto che è un thriller psicologico, non un romanzo di narrativa sentimentale, e l’importante è il presente, capire chi dice la verità, capire cosa sta succedendo, e… farcela.

Il finale va a prendere un argomento che calza a pennello col periodo in cui siamo, ma soprattutto me ne ha ricordato uno di parecchi anni fa… Purtroppo non posso approfondire perché vi rovinerei la lettura e poi vi ritroverei a casa mia davvero nei panni de “L’estraneo”…

Tirando le somme, è un libro che mi è piaciuto molto, penso si sia capito. I thriller tedeschi sono proprio niente male. Ve li ricordare Muori con me e Ascolta o muori, ad esempio? Belli, belli, belli.
Sono indecisa se dargli quattro stelline e mezzo oppure cinque, ma insomma, siam lì!

Voi avete letto questo libro? Se lo avete fatto, fatemi sapere del finale, sarebbe bello sapere se vi è venuta in mente la stessa cosa a cui ho pensato io.

Io vi saluto, un abbraccio!

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7 thoughts on “Recensione: L’estraneo di Ursula Poznanski & Arno Strobel

  1. L’avevo inserito nella mia “Lista desideri” e ora mi hai incuriosito ancora di più. Nel tuo blog ho trovato sempre ottimi consigli, hai fatto bene a tornare! 🙂

  2. Bel libro. L’ho finito pure io in una settimana. Piacevole e ben scritto. ” Peccato solo che io non ci sarò, quando lo ucciderà”: pensavo ad un finale col colpo di scena, diverso. Io sono uno di quei lettori a cui piace un finale col botto. Se alla fine Erik fosse stato dentro a questo complotto,o Jo avesse tentato di ucciderlo di nuovo senza farci sapere se con successo o meno. Addirittura quando rapiscono Jo speravo ci fosse dentro Ela. Ci avrebbe lasciato impressionati. Invece leggi gli ultimi 15 capitoli che sai già i colpevoli e finisce cosi, senza la sorpresa o suspence finale. Peccato.

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