BlogTour

Blogtour Dream. Il sogno delle fate – 7° tappa

Ciao a tutti, lettori!
Oggi ospito l’ultima tappa del blogtour di Dream. Il sogno delle fate, un libro a cui tengo veramente tanto, non solo perché ne ho curato l’editing e mi è piaciuto un sacco, ma perché è di un’autrice che ormai è anche una cara amica.
Quindi vi invito tutti a partecipare e a fare passaparola di questo blogtour!

Il libro

Titolo: Dream. Il sogno delle fate
Autore: Francesca Angelinelli
Prezzo di copertina: 16,90 €
Pagine:
352
Editore:
self publishing
Genere:
fantasy young adult
Formato:
brossura
Data di uscita:
1 giugno 2016
Disponibile anche in ebook

Serena è una liceale come tante, gioca a pallavolo, vorrebbe andare all’università, è interessata fin dall’infanzia a un ragazzo e alle porte dell’estate desidera a tutti i costi partecipare al campeggio estivo organizzato dalla scuola, ma un problema che la perseguita fin dall’infanzia potrebbe impedirglielo, un problema legato ai suoi sogni. Ma sarà proprio nei sogni che la sua vita prenderà una nuova e inaspettata strada…

Oberon, re delle Fate, è stato imprigionato in un sogno dall’oscuro Gwyn up Nudd. Per liberarlo le regine Mab e Titania hanno un’unica via: trovare l’ultima Fata dei Sogni, un’ordinaria diciassettenne ignara della sua vera natura. Il Sogno delle Fate è il primo capitolo della trilogia fantasy Dream.

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L’autrice

Dopo aver frequentato corsi di scrittura creativa e essersi dedicata alla stesura di racconti, Francesca Angelinelli esordisce nel 2007 con i primi due romanzi di una serie fantasy orientale, Chariza. Il soffio del vento e Chariza. Il drago bianco, editi da Runde Taarn Edizioni. Nel 2009 esce il suo primo romanzo non ispirato all’oriente, il paranormal romance Werewolf, per Linee Infinite Edizioni.
Il 2010 è l’anno del suo ritorno al fantasy orientale con la raccolta Racconti di viaggio del monaco Kyoshi, vincitrice della seconda edizione del Premio di Narrativa
Fantastica – Altri Mondi e edita da Montag Editore, e con la pubblicazione del primo volume della Serie delle Cucitrici, Kizu no Kuma. La cicatrice dell’orso, per i tipi di Casini Editore, primo volume del progetto Ryukoku Monogatari.
Negli anni alcuni racconti brevi sono pubblicati in riviste e antologie e dal 2013 decide di passare al selfpublishing, prediligendo il formato dell’ebook e rilanciando così la serie Ryukoku Monogatari dedicata al fantasy orientale.
Ad oggi ha al suo attivo numerose pubblicazioni sia come selfpublisher che con case editrici. Dream. Il sogno delle fate è il suo primo romanzo young adult.

Il Blogtour

Errata corrige: dal 19/9 al 03/10

Ecco le regole per partecipare al giveaway:
– essere lettori fissi dei blog;
– mettere mi piace alla pagina dell’autrice;
– seguire e commentare tutte le tappe del blogtour;
– piacizzare la pagina facebook di tutti i blog partecipanti.

Premi:
1° posto: ebook Dream
2° posto: stampa di un disegno di un personaggio
3° posto: segnalibro

L’estrazione avverrà il giorno 6 Ottobre!

E ora vi lascio con le fate e la magia in Dream

 

Il romanzo inizia con una dedica, a mio marito. È lui, infatti, il motivo per cui ho deciso di scrivere un romanzo proprio sulle fate. Di mia iniziativa forse non lo avrei mai fatto… e mi sarei persa davvero un gran divertimento. Perché scrivere questa storia è stato soprattutto questo, un gran divertimento.

Tuttavia, nel lavoro di stesura di un romanzo ci vuole anche un po’ di serietà.

Io, lo ammetto, sapevo poco delle fate e, se le ricerche che ho fatto, sui libri e online, mi hanno aiutata a entrare un po’ di più nel loro mondo, penso che la mia “ignoranza” sia stata comunque utile per farmi una certa… libertà di azione.

C’è, infatti, una parte della “questione fate” in Dream che si rifà alle storie classiche, fiabe e leggende, soprattutto dell’area anglosassone, c’è una buona dose di riferimento all’immagine che delle fate ne dà Shakespeare (Sogno di una notte di mezza estate soprattutto) e anche l’interesse per alcune riletture in chiave moderna. Ma, per la prima volta, ho capito che cosa volevano fare i creatori delle Winx quando hanno creato, appunto, le Winx.

Lasciate che vi spieghi… stavo per scrivere un romanzo per ragazzi, il mio primo romanzo per ragazzi, e il mio primo romanzo a tema fate. Le mie fate dovevano essere ragazze, muoversi, parlare, agire come ragazze e arrivare, con le loro storie, prevalentemente a dei ragazzi. Quindi? Quindi non potevano essere troppo rigidamente costruite secondo un ideale classico. L’aspetto classico delle fate è rappresentato dai sovrani fatati, da Titania, da Oberon, da Mab. Ma i ragazzi, i veri protagonisti della storia, dovevano potersi muovere nel mondo di oggi, avere un cellulare, andare a scuola, uscire il sabato sera…

E quindi? E quindi mi sono guardata un tot di episodi delle Winx. Giuro.

E finalmente ho capito, non solo perché hanno avuto così tanto successo tra i giovanissimi, ma anche perché sono state costruite in un certo modo. Strizzando l’occhio ai tempi moderni.

Le mie fate sono fate di città. Non vivono svolazzando tra i boschi, ma vanno in centro a fare shopping perché per la maggior parte del tempo sono ragazze come le altre, con un segreto da custodire. Non usano incantesimi per far innamorare il ragazzo su cui hanno messo gli occhi, ma si vestono carine e hanno tutti i dubbi e le incertezze di qualunque adolescente.

La magia, quindi, è nella natura (non per niente, da Verbania la storia si sposta in montagna, a Macugnaga, per far sì che le cose si evolvano in una certa direzione), ma è anche e soprattutto nell’animo delle mie giovani protagoniste.

Un altro aspetto che ho inserito nelle mie fate è il loro lato guerriero. Le tre fate protagoniste di Dream, due ragazze e un ragazzo, dimostrano il loro essere diversi, fatati, cambiando leggermente aspetto e scoprendo (o rivelando) delle doti di combattenti che i normali adolescenti non hanno (uno dei loro tratti distintivi è far apparire magicamente la loro arma di elezione). Le mie fate quindi non sono necessariamente esserini eterii, carini e delicati. Anzi, sono forti, combattive, determinate. Come molti giovani di oggi.

Il loro essere fatati li pone a metà tra due mondi, quello degli umani (a cui inizialmente tutti appartengono) e quello delle fate (che è per tutti la terra di origine). Ciò a cui mi sono ispirata per dare un senso a questo loro essere sul confine, è l’idea dei “bambini scambiati” dalle fate, ciò che spiega perché delle fate si trovino a vivere nel mondo umano.

Ciò su cui non mi sono fortemente concentrata è, invece, la costruzione dei mondi fatati. Questo perché le fate di Dream si muovono prevalentemente nel nostro mondo. I regno fanno da sfondo, sono come un’eco del passato, sono l’universo dei sovrani fatati, ma per le fate protagoniste della storia l’universo in cui muoversi è quello reale. Un universo in cui usare la magia potrebbe essere fonte di grossi problemi. Ed anche questo costituisce un elemento che le pone al limite.

Questo stare tra due mondi è un po’ il filo conduttore che lega le fate della storia, che ne fa l’essere diversi rispetto agli altri giovani che li circondano.

È stato questo il lato più interessante di scrivere una storia di questo tipo e di scegliere le fate come creature fantastiche.


Spero che questo testo riguardante Dream vi sia piaciuto quanto a me e… Ora aspettiamo l’estrazione finale!
Vi invito tutti a partecipare e commentare qui sotto, oltre che a seguire ovviamente le altre regole. Il libro merita davvero quindi se non doveste vincerlo, vi consiglio proprio di acquistarlo!
A presto!

The Bibliophile Girl

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4 thoughts on “Blogtour Dream. Il sogno delle fate – 7° tappa

  1. Una tappa molto interessante, è bello capire meglio quali fossero le idee e le intenzioni dell’autrice per quanto riguarda la sua interpretazione del mondo fatato! Sono ancora più curiosa di leggere questo romanzo (:

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