Antonio Fusco · Recensioni

Recensione: La pietà dell’acqua di Antonio Fusco

Titolo: La pietà dell’acqua
Autore: Antonio Fusco
Prezzo di copertina: 12,90 €
Pagine:
224
Editore:
Giunti
Genere:
thriller
Formato:
brossura
Data di uscita:
nuova edizione tascabile luglio 2016
Disponibile anche in ebook

Sinossi

È un ferragosto rovente e sulle colline toscane ai confini di Valdenza viene trovato il corpo di un uomo, ucciso con una revolverata alla nuca, sotto quello che in paese tutti chiamano “il castagno dell’impiccato”. Non un omicidio qualunque, ma una vera e propria esecuzione, come risulta subito evidente all’occhio esperto del commissario Casabona, costretto a rientrare in tutta fretta dalle ferie, dopo un’accesa discussione con la moglie. Casabona non fa in tempo a dare inizio alle indagini, però, che il caso gli viene sottratto dalla direzione antimafia. Strano, molto strano. Come l’atmosfera di quei luoghi: dopo lo svuotamento della diga costruita nel dopoguerra, dalle acque del lago è riemerso il vecchio borgo fantasma di Torre Ghibellina, con le sue casupole di pietra, l’antico campanile e il piccolo cimitero. E fra le centinaia di turisti accorsi per l’evento, Casabona si imbatte in Monique, un’affascinante e indomita giornalista francese. O almeno, questo è ciò che dice di essere. Perché in realtà la donna sta indagando su un misterioso dossier che denuncia una strage nazista avvenuta proprio nel paesino sommerso.

Un dossier scottante, passato di mano in mano come una sentenza di morte, portandosi dietro un’inspiegabile catena di omicidi. E tra una fuga a Parigi e un precipitoso rientro sui colli, Casabona sarà chiamato a scoprire che cosa nascondono da decenni le acque torbide del lago di Bali. Qual è il prezzo della verità? E può la giustizia aiutare a dimenticare?

Buongiorno a tutti, lettori, e ben ritrovati! La prima recensione dopo le vacanze riguarda La pietà dell’acqua, il secondo volume della serie del commissario Casabona. Arrivatomi a sorpresa per gli ultimi giorni di luglio, l’ho finito in un baleno!
Ora ve ne parlo…

Ferragosto. Perché diavolo si deve uccidere qualcuno a ferragosto?? Questo è all’incirca il pensiero di Tommaso Casabona, il commissario di Polizia, che quasi non fa in tempo a mettere piede nella casa al mare ed è subito costretto a tornare indietro. Ebbene, sotto un castagno è stato ritrovato il cadavere di un uomo.
Chi è? Che cosa è successo? Chi è l’assassino?
Queste le principali domande, ma dietro a questa storia c’è molto più che un omicidio. Tante cose che si era cercato di nascondere torneranno a galla…

La pietà dell’acqua, come già detto, è il secondo volume della serie del commissario Casabona. Il primo si intitola Ogni giorno ha il suo male, mentre il terzo volume, uscito pochi mesi fa, si chiama Il metodo della fenice. Se cliccate sul titolo sarete portati alla recensione di quest’ultimo!
Io onestamente li sto leggendo al contrario: prima infatti ho letto il terzo, ora il secondo, e a questo punto mi sa che dovrò comprarmi anche il primo, perché insomma, non c’è due senza tre, no?
Ma a ogni modo, la lettura non mi risulta difficile perché entrambi sono autoconclusivi. Certo, portano avanti le storie dei personaggi e magari leggendo dall’ultimo volume qualcosa me lo sono spoilerata, ma credo proprio che possiate leggerli in qualsiasi ordine.
È un libro che si legge molto bene, scorre facilmente e non annoia il lettore.

Come forse avrete letto nella recensione del secondo libro, lo stile di Antonio Fusco mi piace molto. Si vede la differenza tra un autore che “inventa” e di uno che “ne sa”, come Fusco, proprio perché quest’ultimo è all’interno di questo mondo.
Ciò che apprezzo nei suoi libri è che spiega le cose. Alcuni di noi potrebbero non capire per filo e per segno alcuni termini od operazioni e/o cose simili, e qui vengono spiegate bene, al fine di far comprendere al lettore che cosa sta succedendo.
Altra cosa da aggiungere alla lista delle cose che mi piacciono dei romanzi di Antonio Fusco è che, sotto quello che all’inizio sembra un semplice omicidio, c’è sempre molto di più, e bisogna scavare e andare a fondo per scoprirlo.
Come ad esempio in questo volume; non mi aspettavo minimamente che l’assassino fosse… tale personaggio. C’è stato un bellissimo colpo di scena e tac, ecco che varie cose sono andate ognuna al suo posto come in un puzzle.
Ci sono alcune frasi che mi sono piaciute molto, ad esempio il discorso che viene fatto riguardo la solitudine. Sono piuttosto profonde e fanno riflettere.
Invece ci sono rimasta un po’ male per il gesto di Casabona a Parigi. Non mi aspettavo tutta questa leggerezza da parte sua.

Ho apprezzato molto ciò che si cerca di nascondere e dimenticare in questo romanzo. Dobbiamo andare avanti, sì, ma mai dimenticare ciò che alcuni uomini hanno fatto, l’atrocità delle scelte, delle decisioni, di ciò che porta il potere. Non bisogna mai dimenticare le vittime di tutto questo.
Preferisco avere la verità e soffrire piuttosto che vivere in una felice menzogna. Purtroppo, però, non tutte le persone che stanno in alto nella scala gerarchica la pensano allo stesso modo. E per il potere… si sa.

Io vi posso solo consigliare i libri di Antonio Fusco. Mi sembra che traspaia il trasporto e la passione che l’autore mette nel suo mestiere di funzionario di Polizia.

Che dire, ora attendiamo il quarto volume!

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