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Le uscite di giugno per Marsilio

Buongiorno, lettori!

Oggi, come da titolo, ricapitoliamo un po’ le uscite della Casa Editrice Marsilio del mese di giugno.

Buona lettura!

I senza terra

I senza terra di Szilárd Borbély
traduzione di Mariarosaria Sciglitano

Nel 2013, all’età di cinquant’anni, Szilárd Borbély pubblica un romanzo dal titolo Nincstelenek, qualcosa come i derelitti, coloro che non hanno nulla, che sono stati spogliati di tutto. Da chi? Dagli occupanti nazisti prima, dagli occupanti comunisti poi. La vicenda si svolge tra gli anni Sessanta e gli anni Settanta del secolo scorso, in un misero villaggio abitato da zingari, ungheresi, romeni di varie religioni ed etnie. Il narratore è un bambino che vive con la famiglia (un neonato, una sorella, padre e madre) in un tugurio di fango, argilla e letame. Gli strati infimi dell’esistenza nei quali si svolge la vicenda sono descritti con un linguaggio diretto, semplice, mai finto, senza evitare né forzare crudezze, ma senza nascondere nemmeno nulla. Persino il lettore che cerchi solo puro intrattenimento rimane avvinto da questa narrazione di un’onestà, di una dirittura e di una profondità oggi irreperibili nella letteratura mondiale. Non a caso infatti I senza terra è stato considerato dalla stampa internazionale un romanzo che «appartiene alla più vera, più grande letteratura contemporanea». Da tanta tensione, l’autore purtroppo è morto suicida nel 2014, l’anno successivo alla pubblicazione di quest’opera ormai tradotta in varie lingue e diffusa in numerosi paesi. C’è forse una trama avvincente alla base di tale successo? Sì. La vicenda è il semplice fluire dell’esistenza quotidiana di quel villaggio, con tutta la miseria, tutta la crudezza, tutto l’intrecciarsi di vita animale, addirittura biologica, di meschinità e schermi politici, religiosi e razziali. Eppure si esce da questa lettura come rigenerati: perché non c’è l’illusione da quattro soldi qui, ma solo coraggio, umana caparbietà e verità. Giorgio Pressburger.


Storia di Mantova Storia di Mantova di Guido Vigna
Da Manto a capitale della cultura

Una storia di Mantova esemplare per l’analisi dei fatti e la documentazione. Guido Vigna, nato e residente nella città di Virgilio, ha costruito un avvincente racconto che, partendo dalla leggenda di Manto, percorre con scrittura briosa la straordinaria epopea di questa terra arrivando sino a oggi. Sfilano così, con ritmo incalzante, gli Etruschi, i Romani, i Barbari, i Canossa, i Bonacolsi, i Gonzaga alla cui corte arrivarono i più grandi artisti dei loro tempi, austriaci e francesi. Poi, l’annessione all’Italia, i grandi moti sociali, l’avvento del fascismo, il ritorno alla democrazia, la prima tangentopoli italiana, la ricchezza diffusa e imprenditori di statura mondiale. E l’oggi: dopo la scomparsa della Banca agricola e nel pieno della grande immigrazione, si guarda al futuro scommettendo sull’immenso patrimonio storico e artistico.


Pensieri del lambrusco

Pensieri del lambrusco Contro l’invasione di Camillo Langone

Langone ha visto il cuore dell’Italia vuoto per apostasia, le vene dell’Italia vuote per crollo demografico, e prima che la deculturazione e l’immigrazione riducano i suoi connazionali a indiani nelle riserve ha voluto provare, incoraggiato dal vino, il lambrusco, unico vero vino autoctono italiano, a riempire di parole una parte di quel vuoto. Riflettendo sull’ambientalismo, sull’animalismo, sul buddismo, sul femminismo, sull’immigrazionismo, sull’islamismo, sull’omosessualismo, sul pauperismo, sullo statalismo, sul veganismo… Nel suo stile mai così brillante e conciso, intelligente, pungente, a volte tragico, a volte comico, sempre libero.


Il mercante di Venezia

Il mercante di Venezia di William Shakespeare

a cura di Dario Calimani

Tacciato di antisemitismo, censurato, mutilato da regie azzardate, Il mercante di Venezia ha pagato cara la spinosità del suo soggetto e della figura dell’ebreo, che ha sempre costituito per la storia un problema in sé. In un mondo che disprezza e isola l’estraneo, la voce sovversiva di Shylock, lo spietato dallo spirito umanitario, illumina le contraddizioni di una società materialista e ipocrita, costretta a confrontarsi con il sentimento di rancore che essa stessa ha prodotto. Disturbante e dialogico, il dramma solleva interrogativi cui non concede risposta su un universo che non sa coniugare l’amore con il disinteresse, il dovere con il diritto, la giustizia con l’umanità. In una nuova traduzione, il capolavoro shakespeariano viene riletto nello spirito del suo tempo e nelle contrastanti prospettive di chi prevale e di chi soccombe.


La passione del dubbio

La passione del dubbio di Henry James
Cinque racconti: Madame de Mauves, Daisy Miller, Il carteggio Aspern, Il

a cura di Alide Cagidemetrio

Questo volume rende omaggio a Henry James nel centenario della sua morte, attraverso cinque racconti che insieme delineano un percorso di analisi appassionata, e via via più sottile, del carattere umano. Vi si narra di giovani donne che desiderano costituirsi presenza nel mondo in transizione tra due secoli e due continenti, l’America e l’Europa, e di misteriosi accadimenti anch’essi di transizione tra due realtà, quella quotidiana e quella sconcertante di impalpabili ma sentite presenze spettrali. Sono racconti che, come tutta l’ opera jamesiana, danno forma al dubbio di chi siamo, all’incerta soluzione del discorso che segue alla passione di comprendere la vita, o tutto della vita, e delle sue relazioni: è Madame de Mauves un’impeccabile vittima o un inflessibile angelo vendicatore? di quale “malaria” muore veramente Daisy Miller, l’anticonformista “ragazza americana”? fin dove è lecito dissimulare o ingannare quando alta è la posta in gioco come nel veneziano Carteggio Aspern? e se compaiono i “fantasmi” basta forse la verità dell’istitutrice de “Il giro di vite” o la realtà dell’allucinazione del protagonista de “L’angolo bello”?. “Affascinato, comprensivo, curioso, disorientato, scettico”: così James immaginava il suo lettore, e quando le sue trame finiscono fa in modo che persista l’ombra del dubbio.

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