Pier Luigi Celli · Recensioni

Recensione: E senza piangere di Pier Luigi Celli

Titolo: E senza piangere
Autore: Pier Luigi Celli
Prezzo di copertina: 15,00 €
Pagine: 253
Editore: Tea
Genere: gialli
Formato: rilegato
Data di uscita: 22 ottobre 2015
Disponibile anche in ebook

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Sinossi

«Scompaio qualche giorno», dice il professor Brandi alla moglie. «Devo fare qualcosa.»
Comincia così il nuovo romanzo di Pier Luigi Celli, con il professor Brandi, docente universitario amato dagli studenti e odiato dai colleghi, che si allontana misteriosamente da casa. Impegni, un po’ di riposo, forse un progetto a lungo meditato, non si sa. Il senato accademico però si agita, vuole vederci chiaro, e mette sulle orme di Brandi due individui non proprio limpidi. Le cose si complicano quando uno di questi figuri scompare a sua volta. Quando, oltre agli scomparsi, si aggiunge anche un morto, l’arrivo del commissario Guglielmi è inevitabile… L’indagine che ne segue si abbatterà sull’università come una tempesta, destinata a mettere a nudo misteri, connivenze e complicità troppo a lungo celate.

Buongiorno a tutti, lettori. Questa recensione avrei dovuto postarla settimana scorsa, ma ero totalmente immersa nell’editing di un nuovo manoscritto e ho preferito dargli la priorità. A ogni modo eccoci qui, ve ne parlo ora. Un grazie alla casa editrice Tea per questa copia!

E senza piangere inizia mostrandoci il professor Brandi e le sue idee, e successivamente la sua sparizione. Sparizione, sì, perché un giorno il prof. non si presenta in università. Che cosa è successo? Dov’è Brandi? Sono queste le domande che ci porremo noi e i personaggi del libro inizialmente. Finché la storia non inizia a svolgersi e arriviamo a un omicidio…

E senza piangere è un libro dal tono maturo, con uno stile più ricercato. Inizialmente, leggendo quasi sempre libri con stili più semplici e fluidi, la differenza si è sentita durante la lettura, ma poi abituandomi allo stile di Celli l’ho letto con più fluidità.
La prima parte, comunque, l’ho trovata più lenta e meno coinvolgente, nonostante la curiosità di capire cosa era successo, rispetto alla seconda, diciamo da quando si entra nel giallo vero e proprio con l’omicidio. Dico “giallo vero e proprio” perché inizialmente sembra un libro di genera narrativo.

I personaggi son ben caratterizzati, anche se non mi ci sono avvicinata poi molto, neanche col prof. Brandi. Quello che ho preferito è stato il commissario Guglielmi. Anche con i due ragazzi, Lorenzo e Matilde, non è scattato l’affetto.
Ho avuto da subito l’impressione di sapere con chi sarebbe finito il commissario, e devo dire che ci avevo visto giusto.

In ogni caso è un libro che ho trovato carino, soprattutto la seconda parte. Ci parla dell’università e dei suoi intrighi – e dove non ce ne sono? -, di vendetta, di passione per il proprio lavoro. In conclusione do tre stelle.

Voi cosa ne pensate, avete letto questo libro o altri di Pier Luigi Celli? Vi aspetto nei commenti per parlarne insieme ❤

A presto!

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