BlogTour

Chariza. Il soffio del vento – Blogtour 3° tappa

Buongiorno a tutti!
Sono contentissima di ospitare oggi la 3° tappa del blogtour di Chariza. Il soffio del vento di Francesca Angelinelli. Un libro a cui ho avuto il piacere di lavorare e che ho amato totalmente.
Oggi qui scoprirete un altro pezzettino di mondo, il mondo di Chariza. Vi consiglio di leggere attentamente ciò che ci lascia Francesca per oggi, è davvero interessante!
Mi raccomando, partecipate numerosi, in palio 3 bellissimi premi!

Il libro

Titolo: Chariza. Il soffio del vento
Autore: Francesca Angelinelli
Prezzo di copertina: 20,00 €
Prezzo ebook: 3,99 €
Pagine: 554
Editore: Youcanprint – self publishing
Genere: fantasy orientale
Formato: brossura
Data di uscita: 1 dicembre 2015
Disponibile anche in ebook

Acquista “Chariza. Il soffio del vento” su Amazon.it!

Sinossi

Un misterioso nemico trama nell’oscurità mettendo in pericolo il Drago d’Oro, la sua discendenza e la pace nell’intero Si-hai-pai. Chariza è la migliore combattente dei Monti Sacri, ma è anche un’assassina e la traditrice su cui ricade la maledizione della Dea Sole che la porta a desiderare ciò che c’è di più raro e prezioso. A lei, donna affascinante e in lotta con se stessa e il proprio passato, verrà affidato l’incarico di proteggere dalle insidie del nemico il piccolo Suzume, unica speranza per il futuro del regno e dell’Alleanza.
Preparatevi ad incontrare guerrieri, demoni, cortigiane e sovrani in un viaggio che vi condurrà lungo le strade di un grande e antico impero. I profumi dell’Estremo Oriente inebriano leggendo una storia in cui azione e suspense, introspezione e sentimento sono dosati con sapienza. “Chariza. Il soffio del vento” raccoglie i romanzi precedentemente editi come “Chariza, il soffio del vento” e “Chariza, il Drago Bianco” in una nuova, rivista e affascinante veste.

Acquistabile in tutti i book store online, sul sito Youcanprint e ordinabile in libreria.

L’autrice

Dopo aver frequentato corsi di scrittura creativa e essersi dedicata alla stesura di racconti, Francesca Angelinelli esordisce nel 2007 con i primi due romanzi di una serie fantasy orientale, Chariza. Il soffio del vento e Chariza. Il drago bianco, editi da Runde Taarn Edizioni. Sempre per Runde Taarn Edizioni nel 2009 pubblica il fantasy eroico Valaeria, ispirato al mondo della Roma tardo-antica.
Nel 2009 pubblica anche il paranormal romance Werewolf per Linee Infinite Edizioni.
Il 2010 è l’anno del suo ritorno al fantasy orientale con la raccolta Racconti di viaggio del monaco Kyoshi, vincitrice della seconda edizione del Premio di Narrativa Fantastica – Altri Mondi e edita da Montag Editore, e con la pubblicazione del primo volume della Serie delle Cucitrici, Kizu no Kuma. La cicatrice dell’orso, per i tipi di Casini Editore, primo volume del progetto Ryukoku Monogatari.
Negli anni alcuni racconti brevi sono pubblicati in riviste e antologie e dal 2013 decide di passare al selfpublishing, prediligendo il formato dell’ebook e rilanciando così la serie Ryukoku Monogatari dedicata al fantasy orientale con la nuova edizione, in un unico volume, del romanzo che l’ha lanciata, Chariza. Il soffio del vento.

Facebook | Twitter

Programma blogtour

Durata blogtour

Le tappe saranno online nella settimana dal 14 al 22 dicembre. Tuttavia vi daremo tempo per partecipare fino al 6 gennaio compreso. Le partecipazioni dal 7 gennaio 00.01 non saranno prese in considerazione.

Date

Devilishly Stylish – 14 dicembre – Estratto
L’angolino di Ale – 16 dicembre – Intervista a Chariza
The Bibliophile Girl – 18 dicembre – I Draghi dello Si-hai-pai
Cricche mentali di un’aspirante scrittrice – 21 dicembre – I personaggi
Le tazzine di Yoko – 22 dicembre – Ambientazione, cultura e usanze orientali

Regolamento

A blogtour finito faremo un elenco di tutti i partecipanti e assegneremo loro un numero, da 1 andando avanti progressivamente. Questo servirà per l’estrazione casuale tramite il sito random.org.

Cosa dovete fare per partecipare?

  • diventare lettori fissi dei blog partecipanti;
  • mettere un like alla pagina facebook dell’autrice Francesca Angelinelli;
  • commentare tutte le tappe

Premi

1° posto: cartaceo “Chariza. Il soffio del vento” + ebook “Le avventure di Chariza
2° posto: ebook “Chariza. Il soffio del vento
3° posto: ebook “Le avventure di Chariza

Vincitori

Ci saranno tre vincitori, che si porteranno a casa i premi sopracitati. Una volta estratti tramite il sito Random.org controlleremo che abbiano rispettato tutte le semplici regole. Dopodiché l’autrice li contatterà per accordarsi per l’invio del cartaceo o ebook.
I vincitori saranno comunicati sul blog The Bibliophile Girl in data 8 gennaio.

NB. per l’invio del cartaceo sarà necessario fornire all’autrice un indirizzo. Pertanto si astenga dal partecipare chi non vuole fornirlo.

I Draghi nello Si-hai-pai

Per visualizzare bene le immagini cliccateci sopra.

Qualche tempo fa mi trovavo al Fantarona e sono stata invitata insieme ad altri autori a parlare del tema degli animali nel fantasy.
La cosa che più ha colpito la nostra moderatrice, quando prima dell’evento è venuta a informarsi sui miei romanzi, è stata proprio la particolare differenza che caratterizza i draghi nella concezione occidentale da quella che, invece, ne hanno gli asiatici.

Il drago, in quanto animale mitologico, in occidente è un essere legato alla terra, al fuoco, più spesso bestia da combattere (vedi la leggenda di San Giorgio) piuttosto che forza benevola. In oriente, il drago è invece associato agli elementi di acqua e di aria, è portatore di tempeste, ma anche di piogge benevole dopo la siccità, di acqua per gli armenti, di nutrimento per la vita e non è, quindi, necessariamente una forza da combattere, ma, come spesso sono le forze della natura nella visione asiatica, può essere benevolo o malevolo a seconda delle situazioni. In entrambe le visioni, comunque, il drago resta una creatura assai longeva e dotata, quindi, di grande saggezza. Per questo, molte popolazioni dell’estremo oriente, hanno legato questa figura mitologia a quella dei loro governanti.

I cinesi, ad esempio, credevano che l’Imperatore, alla morte, rivelasse la sua vera natura di drago liberando il proprio spirito, svincolato dalle catene terrene, e libero di ascendere al cielo. Quindi il simbolo del drago, in particolare un’immagine raffigurante cinque dragoni, simboleggiava il Figlio del Cielo, ovvero l’Imperatore. Ancora, Il trono imperiale cinese era chiamato, non a caso, “Trono del Drago”.

Ancora una volta, l’idea di rappresentare cinque draghi non è casuale, ma deriva dalla concezione asiatica del mondo, diffusa e condivisa soprattutto dalle culture cinese, giapponese e coreana, benché di volta in volta mediata da filosofie differenti quali il buddismo o il taoismo. In tale concezione, il mondo è protetto da cinque bestie guardiane, ovvero quattro più una centrale. Ognuno dei quattro animali, infatti, rappresenta un punto cardinale, una stagione dell’anno e un elemento naturale della filosofia cinese. Ad esse si aggiunge, quindi, un quinto animale leggendario detto il Drago Giallo del Centro.

Il taoismo, tuttavia, non contempla gli stessi elementi naturali che si possono riconoscere in numerose leggende e filosofie occidentali (acqua, aria, terra e fuoco). Per la filosofia cinese gli elementi sono cinque: acqua, fuoco, vento, legno e metallo. E vi possono essere differenze nell’associazione di questi elementi sia ai punti cardinali sia alle bestie guardiane, a seconda che si studino dal punto di vista cinese, giapponese o coreano.

Partendo da questi presupposti, quando stavo lavorando alla creazione del mondo nel quale ambientare le mie storie fantasy-orientali, ho deciso di rielaborare la filosofia orientale in modo da creare una base solita di leggende e di struttura gerarchica e religiosa su cui fondare il mio Impero. Spesso i miei romanzi vengono definiti di ispirazione giapponese, io invece stento a definirli così e mi piace di più il termine “orientale” perché comprende un insieme più ampio e vario di elementi da cui ho attinto a piene mani per creare il mondo della serie Ryukoku Monogatari.

Infatti, nel mondo di Chariza, i draghi sono, sì, dei guardiani e numerose leggende riguardanti la nascita dell’Impero parlando di veri e propri draghi, cioè di creature mitologiche con le squame, le zanne ecc. Ma quelli che incontriamo più spesso nei romanzi della serie Ryukoku, sono persone, umani in tutto e per tutto, legate da un giuramento e da un vincolo che è prima di tutto spirituale con quelli che sono i guardiani sovrannaturali dell’Impero. I Draghi sono monaci e monache che dirigono templi, dedicati ai guardiani dell’Impero, sono consiglieri dell’Imperatore, il Drago per eccellenza, rappresentato dal suo stemma con il drago rampante dorato su campo nero. Sono mediatori, tra il mondo degli spiriti e quello degli esseri umani, benché profondamente ancorati a quella che è la loro vita terrena. Sono custodi di oggetti sacri, legati sempre alle leggende della fondazione dell’Impero. I draghi dello Si-hai-pai vengono scelti dallo spirito che dovranno rappresentare e da esso ricavano spesso delle doti particolari, una vita a volte eccezionalmente lunga o la capacità di manipolare l’elemento cui il Drago è legato.

Nel romanzo Chariza. Il soffio del vento, incontriamo tutti i Draghi che accompagnano l’Imperatore, Yoshio Ryokin, nella guida dell’Impero.

Conosceremo, quindi, Midori Kibo, il Drago Verde, la signora del monte Heisei, la cui arte è la medicina, intesa come complesso di scienze indirizzate alla cura dello spirito e del corpo. Il suo potere di guarigione deriva dal legame dello spirito cui è legata con la terra e la natura; è una forza prevalentemente vitale, che fa sì che il suo aspetto non rappresenti la sua reale età anagrafica. Midori ci appare come una donna di circa quarant’anni, sicura, determinata, ma calma e riflessiva. Può apparire spesso come una donna intrigante, dedita a macchinazioni politiche. Midori persegue gli interessi del suo tempio proprio grazie al suo apparire come una madre benevola, una donna comprensiva soprattutto verso le altre donne. Nel suo tempio, infatti, vengono addestrate solo ragazze e, benché sia spesso il luogo in cui molti neonati vengono abbandonati (così la stessa Chariza), i bambini maschi vengono poi indirizzati verso altri templi dove affinare le proprie doti di guerriero o di letterato.

Nel tempio del Dōmei, sede del Drago Azzurro, infatti, studiano tutti i figli maschi della nobiltà sipalese che ambiscono a una carriera come funzionari, e tutti i ragazzi che desiderano entrarvi come monaci dedicando la propria vita alla cultura e allo studio. Nel romanzo di Chariza, il Drago Azzurro è Mizuaki, un uomo che si presenta con l’aspetto di un vecchio con barba bianca e schiena curva, anche se in realtà, come per quasi tutti i Draghi, è difficile dire quale sia la sua età. Mizuaki, come Midori, è una vecchia conoscenza di Chariza e ha già dato prova in diverse occasioni di possedere alcune doti che lo fanno sembrare una sorta di mago, in grado, tra l’altro, di mutare il proprio aspetto. I poteri di Mizuaki, infatti, infatti sono legati all’elemento acqua e come lo scorrere di un fiume il Drago Azzurro sembra seguire la corrente, adattandosi a ogni situazione, pronto a concedere al sovrano i consigli derivanti dalla sua saggezza e preparazione.

Nel caso in cui, invece, un giovane sipalese voglia diventare un guerriero a tutti gli effetti e non solo un soldato imperiale, ma dedicare tutta la sua vita allo studio dell’arte della guerra, allora il posto giusto per lui sarà il monte Bōtei, sede del Drago Rosso.
In Chariza. Il soffio del vento il Drago Rosso è da poco salito allo scranno del tempio, il predecessore Lio-ma, infatti, è stato ucciso, proprio da Chariza, in seguito a una congiura per detronizzare l’Imperatore. Il giovane drago con cui Chariza combatterà fianco e fianco è Jiui-ma, custode della lancia divina Negin, suono d’argento, un’arma di origine demoniaca, risalente alle lotte tra demoni e Dèi che portarono alla creazione dell’Impero, un’arma in grado di bruciare la vita stessa di chi la impugna, essendo l’elemento che caratterizza questo Drago proprio quello del fuoco. Per questo, nonostante la giovane età e la limitata esperienza, Jiui-ma è senza dubbio un guerriero di grande valore, ma anche un uomo dal carattere fermo e deciso. A differenza di Midori e Mizuaki, che hanno ormai da tempo imparato a convivere con la sofferenza e le rinunce che comporta l’essere un Drago, Jiui-ma si trova in un momento delicato della sua vita. La sua ascesa allo scranno più alto del tempio, infatti, non è stata priva di difficoltà. Costretto a succedere a un traditore, Jiui-ma si sente sempre in dovere di rimarcare la propria lontananza dai desideri di potere di Lio-ma, la differenza tra il suo modo di essere il Drago Rosso e di essere uno Yaribushi e quella dell’uomo che ha infangato il nome del tempio in cui è cresciuto.
Jiui-ma è, senza dubbio, uno dei miei personaggi secondari preferiti. A differenza di Midori e Mizuaki, infatti, la sua vita è come se fosse ancora all’inizio, il suo futuro è tutto da scrivere, è aperto e lui deve costruirlo affrontando con fermezza le scelte che gli vengono poste durante la vicenda.

L’ultimo dei quattro membri dell’Alleanza che costituisce il consiglio dell’Imperatore è il Drago Bianco, signore del monte Tōmei, padrone dei ghiacci e dei venti, custode della spada Kageboshi, primo protettore dell’Imperatore.
Il Drago Bianco che incontriamo nel romanzo di Chariza è il Maestro, detto anche Hageshikaze (Vento Impetuoso), uno dei pochi uomini riusciti a salire la gerarchia di un tempio nel quale si addestrano in modo particolare donne, le Combattenti della Trasparenza. Come accade anche nel tempio del Drago Verde, ragazzi e ragazze posso accedere alle prime terrazze del tempio e addestrarsi nell’uso della spada (laddove nel tempio del Drago Rosso si predilige come arma la yari, la lancia), tuttavia sono solo le donne che posso diventare Combattenti e quindi salire alle terrazze più alte, fino al tempio nel quale si trova la statua del Drago Bianco. Tuttavia, il Maestro, rivelando in gioventù doti eccezionali, è riuscito in questa impresa e ora si trova a dirigere il tempio e ad essere uno dei consiglieri più fidati dell’Imperatore.
Storicamente, infatti, il Drago Bianco è un protettore particolare della casa imperiale, poiché la leggenda vuole che il Drago abbia donato una delle sue scaglie al primo Imperatore per forgiare Kageboshi, una spada in grado di uccidere i demoni. Il Maestro, come già Midori e Mizuaki, è un Drago da diverso tempo e ha l’aspetto di un uomo anziano, un monaco privato della propria spada, che lotta per mantenere il proprio primato all’interno dell’Alleanza.

Accanto ai Draghi, protettori dello Si-hai-pai, troviamo poi l’imperatore, il Drago d’Oro, discendente della dea Sole: Yoshio Ryokin. Yoshio Ryokin è un personaggio particolare, non sono mai arrivata ad amarlo del tutto, ma nemmeno ad odiarlo. In realtà tendo molto a giustificare le scelte di Yoshio. È sicuramente un uomo intrappolato nel suo ruolo. In un mondo in cui sicuramente il dovere è uno dei valori fondamentali, se non forse il più importante, Yoshio si trova ai vertici di una società che lo prende a modello e che si aspetta da lui determinati atteggiamenti di fronte al pericolo, ma anche di fronte alla vita stessa. Il matrimonio di Yoshio è un matrimonio combinato, la sua vita sentimentale è sotto il controllo dell’Alleanza in qualche modo, la sua ascesa al trono è stata stabilita fin dall’infanzia e lui ha seguito questa strada predestinata senza mai deviarne, la sua intera esistenza è consacrata all’Impero. Non è un monaco, come gli altri, ma forse è il Drago cui vengono richiesti più sacrifici.
La cosa, però, che ho sempre apprezzato di Yoshio è come riesca a mettere il bene di suo figlio prima di ogni cosa. Si potrebbe pensare che lo fa perché è l’erede legittimo e senza di lui si aprirebbero lotte intestine per la successione, vero. Ma Yoshio lo fa perché ama davvero Suzume. Io credo, conoscendo abbastanza bene Yoshio e Suzume, che il loro sia, o per lo meno diventi, un vero rapporto padre e figlio, nel momento in cui riescono a condividere dei momenti di vita, cosa che, in effetti, nel romanzo è difficile a causa della situazione contingente. Eppure… eppure credo che comunque Yoshio mostri l’affetto che ha per il figlio e in questo trovi quella dimensione di umanità che manca alla sua vita e che, prima, andava cercando in altri.


La mia tappa si conclude qui, vi invito davvero tanto a seguire questo blogtour e, se non doveste vincere, ad acquistare comunque i romanzi di Francesca! Meritano davvero tanto, fidatevi!
Il prossimo appuntamento è su Cricche mentali di un’aspirante scrittrice, il 21 dicembre, non mancate!

Un saluto a tutti!

The Bibliophile Girl

Segui The Bibliophile Girl
sito sito sito sito sito sito

Annunci

9 thoughts on “Chariza. Il soffio del vento – Blogtour 3° tappa

  1. Ho trovato molto interessante questa parte relativa ai draghi! La cultura e mitologia cinese è affascinante sotto molti versi! Sapevo già qualcosina sull’argomento, ma non tutto!
    Sono sempre più curiosa di leggere il libro! ^^

    p.s. Partecipo al blogtour come Silvia Castellano, questo è il mio account WordPress 🙂

  2. Oggi è online anche la quarta tappa, domani l’ultima e poi il conto alla rovescia per l’estrazione! Ricordatevi di commentare tutte le tappe per partecipare all’estrazione dei premi e ancora una volta… GRAZIE A TUTTI!

  3. Partecipo al blogtour! ^_^
    Post interessantissimo, questo romanzo mi ispira sempre più! Amo l’Oriente e i miti che ne fanno parte! Complimenti per l’articolo!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...