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Recensione: Le stelle lo sanno di Luciano Belotti

Titolo: Le stelle lo sanno
Autore: Luciano Belotti
Prezzo di copertina: 15,50 €
Pagine: 234
Editore: Piemme
Formato: rilegato
Data di uscita: 24 febbraio 2015
Disponibile anche in ebook

Sinossi

Alice è sempre stata attratta dalle stelle, da quando, dietro ai banchi del liceo, sognava una vita diversa. E proprio di quella ragazza, aperta e solare, trascinante, che fantasticava a occhi aperti, Lucio si era innamorato a prima vista. Quando, anni dopo, Alice gli propone di collaborare a un progetto riservato, nell’osservatorio astronomico dove lei lavora, Lucio non può proprio dire no. Per lui, diventato ingegnere elettronico, è un sogno che si avvera, dopo tanto tempo poter avere vicino lei, in passato solo sfiorata e, forse per questo, mai dimenticata. Per Alice, invece, è una scoperta. Quel ragazzo timido e introverso che pareva venerarla, si è trasformato in un uomo capace e intrigante con cui può condividere la sua passione. Il lavoro con il radiotelescopio crea un legame indissolubile tra i due, e li mette di fronte a verità sconcertanti che rischiano di stravolgere le pietre miliari su cui poggia la storia dell’umanità. Nel frattempo, a furia di volare in alto, rivolti alle stelle e ai grandi interrogativi, Lucio e Alice stanno perdendo il controllo della propria esistenza, ma un evento inaspettato li costringerà a tornare sulla terra e a vivere davvero.

Senza titolo

Questo libro per me è stato come quelle melodie che partono piano piano, in un crescendo di suoni, fino a esplodere.
I personaggi sono ben caratterizzati e mi sono piaciuti tutti, a parte Elio che non mi ha mai fatto impazzire; Alice all’inizio non mi piaceva molto, aveva un non so che del tipo di ragazza che non mi va a genio. Poi ho saputo apprezzarla maggiormente.
I rapporti tra i protagonisti principali crescono così… naturalmente. L’autore non sta a descrivere per filo e per segno eppure a un certo punto ci ritroviamo dove ci ritroviamo ed è tutto lì, come se non potesse essere altrimenti.
L’inizio, a essere onesta, non mi è piaciuto molto, complice anche com’è scritto. Mi spiego meglio: se avessi letto questo libro due anni fa forse non ci avrei fatto caso, ma ora come ora il mio occhio editor ha trovato fastidiosi ed eccessivi quei due punti prima di quasi ogni dialogo. Un’altra cosa è stata la mancanza di virgole. So perfettamente che può essere lo stile dell’autore e lo accetto, però non si possono fare frasi di cinque o più righe senza nemmeno una virgola… Dovevo rileggere più volte la frase per capire bene e non leggere sparata tutto d’un fiato. Terza cosa è stata il fatto che nella narrazione non si evidenziano i pensieri. La narrazione è in terza persona e poi, senza virgolette, senza corsivo né niente, ci sono i pensieri dei personaggi, così, in mezzo, e ci ritroviamo una frase in prima persona che al momento non capiamo cosa ci faccia, ma poi comprendiamo che è un pensiero. Mettere delle semplici virgolette cosa costava? L’avrebbe reso più chiaro.
Superata la metà però queste cose sono passate in secondo piano, perché la storia mi ha finalmente preso e ci sono stati dei colpi di scena che proprio non mi aspettavo. Ogni cosa viene a galla e rende comprensibile tutta la storia, anche del passato dei protagonisti.
Le parti tecniche non mi hanno fatto granché impazzire a essere onesta, ma vabe, niente di esagerato.
C’è stata una parte, una specie di monologo interiore, che mi è piaciuto molto invece. Se lo trovo, ve lo riporto a fine pagina.
Esattamente la penultima pagina è stata l’ennesima sorpresa e anche io come Lucio non sapevo se ridere o piangere. Allora aveva proprio scelto bene Alice, compiendo quel gesto!
Su cinque stelline – per questo libro non si può usare altro per valutarlo! – darei un 3 e ¾.
Non prendetemi per menosa o vanitosa, per carità, ma secondo me con una revisione può essere sistemato meglio.
Ps. No, non lo trovo quel pezzo che mi piaceva, mannaggia!

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8 risposte a "Recensione: Le stelle lo sanno di Luciano Belotti"

  1. Sembra strano, ma il primo impatto è importante. E la forma è la prima cosa che salta all’occhio, specialmente se lo si fa per mestiere… tuttavia, alla fine, è il contenuto che conta. Sembra che abbia attecchito bene e che tu sia rimasta soddisfatta… questo fa ben sperare ^^ Chissà, se faranno una buona revisione, forse diventerà un vero gioiellino da tutti i punti di vista…

    1. Penso che le due cose siano a pari merito nella scala d’importanza di un buon libro… Così come un bel libro perde se scritto male, una cattiva trama non se ne fa niente di una scrittura meravigliosa… Qui la trama è molto buona, basterebbe solo una revisione! 🙂

  2. La trama sembra interessante. Anch’io come te non amo le frasi troppo lunghe senza punteggiatura, perché credo che rendano più difficile e lenta la lettura. Ma so anche che ci sono scrittori che seguono volontariamente questa strada della “non punteggiatura” (un po’ come Ezra Pound per intenderci).

    1. Confermo, la trama lo è. Lo stile dell’autore secondo me può arrivare fino a un certo punto, ma se poi questo rende incomprensibili certe frasi allora lo stile finisce nello sbagliare…

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