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Presentazione + intervista: Una Fidanzata in Prestito di Silvia Stoyanova

Titolo: Una Fidanzata in Prestito
Autore: Silvia Stoyanova
Prezzo: 2,99 €
A breve in promozione
Pagine: 262
Editore: Narcissus
Genere: romanzo rosa
Formato: ebook
Data di uscita: 25 febbraio 2015

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Sinossi

Il destino non scende a compromessi con nessuno e la vita ci travolge con la sua inspiegabile forza cambiandoci per sempre, in modo impercettibile ma costante. Finché non ci guardiamo indietro, rendendoci conto di quanta strada abbiamo fatto, dei nostri fallimenti e dei nostri successi. Questa è la vita di Kim Stewart. Colma di fatti eccezionali come il lavoro dei suoi sogni, la sua carriera in continua crescita e i suoi strampalati ma grandiosi amici. Tutto si svolge, silenziosamente, in una magica Manhattan dove il termine “silenzioso” è solo uno status mentale creato per poter credere di avere un momento per sé stessi. E ciò non è facile quando si è sotto gli occhi dei media ogni giorno, come Kim. Ma cosa accade quando il destino porta sulla sua strada l’uomo che potrebbe essere quello giusto? E cosa succede se, poi, lo stesso destino comincia a divertirsi mescolando le carte in tavola quando sembra che la vita abbia intrapreso una strada sicura, o se passato e presente si intrecciano in un groviglio di emozioni? Kim scoprirà che l’unico modo per sopravvivere al tornado di avvenimenti che si sono abbattuti su di lei sarà quello di scendere a compromessi con sé stessa. Ma cosa bisogna fare quando il compromesso fatto rischia di pregiudicare l’obbiettivo che si vuole raggiungere? Una storia d’amore ricca di sorprese e magia che stravolge una vita.

Estratto

Dopo una breve telefonata, Dave la prende ancora per mano e si avvia verso il nulla. Un luogo che Kim non è in grado di immaginare. Sì, conosce la città come il palmo della sua mano, eppure indovinare in quale posto Dave la stesse ora trascinando è impossibile. Forse in qualche jazz bar pieno di uomini ricchi con odore di sigaro e signorine annoiate.
«Puoi camminare con quei trampoli che indossi ai piedi?»
«Caro signore, io so anche correre su queste opere d’arte che lei chiama, volgarmente, trampoli.» «Ottimo, abbiamo una possibile candidata per la maratona» dice lui ridendo di gusto.
«Ma lei, piuttosto, che ci faceva in questo locale? Non credevo fosse il tipo che frequenta posti del genere. A quest’ora credevo dormisse fra lenzuola di seta oppure con qualche ricca figliola di famiglia s’intrattenesse a un raffinato pianobar.»
«Vero.»
«Quindi?» Kim ha la voce curiosa di una bambina.
Lui sorride, in silenzio, mentre camminano per le strade di Manhattan. Strade fantasma di una città che sa diventare spettrale quando lo desidera, rispecchiando l’anima di chi la vive.
Ogni vita è fatta di fantasmi. Alcuni sono cattivi e altri sono buoni. Alcuni possono vestire le sembianze di una cara amica e altri di un grande amore e, diciamocelo, Manhattan è colma di fantasmi che pullulano lungo i suoi grandi marciapiedi. Forse è questo uno dei motivi per cui viene chiamata “la città che non dorme mai”. Perché è invasa di cuori tormentati e irrequieti. Nessuno ne avverte la presenza ma chiunque ne conosce l’esistenza. Qualche volta basta passeggiare lungo una strada e imbattersi nel ricordo di un momento felice con chi si è amato e che ha preso vita lungo quella via. E lì, in quel preciso luogo e in quel preciso momento, lo avverti forte come un pugno nello stomaco. E, improvvisamente, una città troppo grande e affollata si trasforma in una gabbia di emozioni da cui solo l’insistente rumore di un clacson potrebbe risvegliarti.
Camminando nel buio, Kim ha questa sensazione di inquietante smarrimento, ma forse non sono i suoi piedi a sentirsi persi, lo è il suo cuore. Dave la guida accarezzando il suo morbido palmo con le mani, facendole vibrare ogni fibra del suo essere.
«Lo senti?» chiede Dave avvicinando un dito all’orecchio.
«Cosa?» dice lei spaesata e sempre più confusa.
«Il sax… vieni.» La tira e accelera il passo. Segue il suono della musica che avvolge la strada.
«Ok, scherzavi quando hai parlato della maratona? Non con queste scarpe, ti prego!»
A un certo punto, su un marciapiede poco prima di Broadway, si vede il musicista di sax. Se ne sta ancora lì, seduto a occhi chiusi come trasportato in un mondo parallelo, da ogni nota. Kim e Dave si avvicinano lentamente, hanno timore di interrompere la magia.
«Questo è il mio locale preferito. Fatto di aria, luci suffuse, le stelle, un sassofono e due invitati esclusivi.»
Kim lo guarda rapita. Travolta da mille emozioni. Trascinata in un mondo incantato, dove solo loro due hanno accesso. I fantasmi sono spariti facendo posto alle farfalle allo stomaco.
Lui le porge la mano e le sussurra: «Vuoi ballare?»
«Sembreremo due matti» risponde lei imbarazzata, guardandosi intorno.
«Siamo due matti. Ti preoccupa davvero la cosa?»
Lei inspira per un attimo come se tutto questo fosse troppo, come il suo intero mondo di convinzioni, su cui cammina sapientemente con i suoi tacchi vertiginosi, le stesse per crollare sotto i piedi. Senza voce, scuote in silenzio la testa, prende la sua mano, avvicina il viso al collo di Dave e chiude gli occhi. La delicatezza con cui lui la tiene è come una carezza di piuma, e il profumo del suo dopobarba sembra provenire dal paradiso.
Dave le afferra le mani e se le pone intorno al collo, accarezzando le sue braccia, dai polsi fino le spalle. L’avvicina di più a sé.

L’autrice

Silvia Stoyanova nasce in Bulgaria nel 1987 e si trasferisce in Italia nel 1994.
Ha iniziato fondando e dirigendo per 5 anni un web magazine femminile riscuotendo un grande successo sui social. Tale esperienza si è conclusa proprio per dedicarsi alla scrittura.
Questo romanzo nasce dal suo primo viaggio a New York qualche anno fa. Ispirata dalla gente e i luoghi, ha deciso di trasformare quelle emozioni in parole nel nuovo Una Fidanzata in Prestito.

L’intervista

Buongiorno, Silvia, e benvenuta su The Bibliophile Girl!
Buongiorno a te, Valentina, e ai tuoi lettori. È un piacere essere ospitata da questo blog.

Innanzitutto parlaci un po’ di te. Sappiamo che sei nata in Bulgaria. È stato difficile il trasferimento in Italia?
Più che difficile, direi, inizialmente, era strano. Ero piccola, avevo circa 7 anni, e quindi realizzavo le cose a metà. Il difficile è venuto un po’ dopo, appena iniziata la scuola: in parte alcuni bambini mi adoravano perché ero una bambina nuova da conoscere, ma altri invece mi vedevano come “un’intrusa”. Quindi per tutte le elementari è stata abbastanza dura. Ci sono cose, purtroppo, che si realizzano solo con la crescita, da ambo le parti.

∼ Com’è iniziata la passione per la scrittura? Sei anche tu una divoratrice di libri?
Io a scuola avevo davvero poca fantasia e faticavo tantissimo con i temi durante le elementari e le medie. E quelle poche volte che riuscivo a farli, erano interminabili e con storie intricate. Quindi, diciamo che non avevo un buon rapporto con la scrittura, a scuola.
In privato, invece, su un quadernino di Barbie Princess, scrivevo delle favole inventate da me. Il famoso quadernino, poi, finì nelle mani di una ragazza che faceva l’animatrice all’oratorio estivo che mi chiese di scrivere qualcosa per il loro giornaletto… Inutile dire che anche lì mi bloccai.
Insomma, scrivere per “dovere” proprio non mi viene. Hihihihihi.

∼ Per il libro “Una fidanzata in prestito” ti sei ispirata a un viaggio a New York. Parlaci di quell’esperienza.
Oddio, quante pagine posso occupare del tuo blog? Hihi.
Io ho sempre amato quella città e ricordo che quando l’aereo ha toccato terra la mia prima reazione è stata guardare dal finestrino l’asfalto consumato e piangere. Essere lì per me è stata più un’esperienza spirituale e culturale (qualcosa di molto intimo) che turistica.
È una città davvero “ormonale”, come le chiamo io. Perché, se davvero riesci a entrare in contatto con lei, percepisci i suoi sbalzi d’umore (esattamente come accade a noi donne quando abbiamo degli sbalzi ormonali).
Poi, ovviamente, per chi ha un buon fiuto e un buon occhio, anche in una città in costante innovazione come Manhattan, si possono scoprire e imparare tantissime cose interessanti.
Ho amato il calore e la particolarità dei newyorkesi e il senso di protezione che si ha anche semplicemente andando al supermarket.
È una città che da un momento all’altro può sorprenderti mentre stai uscendo dal Nokia Store. È fantastica.
Ho cercato di essere abbastanza breve e spero di aver reso un po’ l’idea.

∼ Com’è nata, in seguito, l’idea di farne un libro?
L’idea del libro è nata prima del mio viaggio a New York, ma solo dopo ho capito il ruolo che la città avrebbe assunto all’interno del romanzo e in che modo avrei dovuto rappresentarla. In “Una fidanzata in presto” si vivono alcuni aspetti della città, mentre nel sequel vedremo una città trasformata… proprio come la vita dei personaggi. In entrambi i casi parlo di Manhattan cercando di farla arrivare al lettore esattamente come l’ho vissuta e per quello che è nella realta.

∼ Quali progetti hai per il futuro? Ci sono in cantiere altri libri?
Dunque, sto scrivendo due libri in questo momento: uno si chiama “Profondamente mio. Estremamente tua” ed è il sequel di “Una Fidanzata in Prestito“. E poi sto scrivendo un romanzo rosa un po’ “particolare”, sarà molto comico.

∼ Ti ringrazio, Silvia, per il tuo tempo! In bocca al lupo per tutto!
Grazie a te per questa bellissima intervista. Complimenti per il tuo lavoro e buona fortuna per tutto. Un grande bacio ai tuoi lettori.

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