Grazia Verasani · Libri · Recensioni

Recensione: Mare d’inverno di Grazia Verasani

Titolo: Mare d’inverno
Autore: Grazia Verasani
Prezzo di copertina: 14,00 €
Pagine: 171
Editore: Giunti
Formato: brossura con bandelle
Genere: narrativa
Disponibile anche in ebook

Sinossi

Mare d’inverno è un romanzo sull’amicizia tra donne, un Grande Freddo al femminile con un’ironia “alla Almodóvar”. La voce narrante è quella di Agnese, che fa l’insegnante, con un matrimonio arrugginito e una figlia diciottenne. Poi ci sono Vera, giornalista di successo, e Carmen, attrice prestata al doppiaggio. Sono vicine ai cinquanta e sono amiche dai tempi dell’università. Adesso si ritrovano a passare insieme, in una villetta della riviera romagnola, i giorni che precedono il Capodanno. La scusa è quella di consolare Carmen che si è rifugiata lì per riflettere sulla sua ennesima sconfitta sentimentale. In quel posto
semideserto, freddo, desolato, tra alberghi chiusi e il mare d’inverno della canzone di Ruggeri, le tre donne rinsaldano la loro amicizia, con liti passeggere, ricordi che affiorano, confidenze, rimpianti, amori che non si dimenticano. Ma soprattutto ridono, o imparano a farlo, in un’età in cui la giovinezza sembra già alle spalle. Vera, pur essendosi pienamente realizzata nel lavoro, non è felice, come non lo è Carmen, che ha sempre messo l’amore al primo posto, e Agnese dovrà decidere cosa fare del proprio matrimonio. Una breve vacanza in cui conosceranno qualcosa in più di loro stesse, e avranno anche l’occasione di incontrare uomini che scontano lo stesso malinconico “fuori stagione”. E insieme, forse, troveranno la forza di andare avanti più consapevolmente, senza paura della solitudine.

Recensione

Questo libro l’ho iniziato verso fine febbraio, dopo aver letto quella meraviglia de “Le sette sorelle” di Lucinda Riley, ma circa a metà mi sono arenata. Dopo qualche giorno ho iniziato a leggere Kodomo no Omocha, pensando però di ritagliarmi qualche ora per continuare “Mare d’inverno”, invece sono finita per divorare il manga e ignorare il romanzo, senza sentirne la mancanza. Sì, perché non sentivo quella frenesia nel voler continuare o riprendere la lettura.
Più che romanzata, la storia mi sembra molto raccontata.
Giriamo intorno ad Agnese, voce narrante, mamma, moglie (in crisi); Vera, famosa giornalista single che a quanto pare non va molto d’accordo con gli uomini, e Carmen, neosingle e doppiatrice, che si fa soccorrere dalle due amiche di una vita in una casa al mare nella riviera romagnola… Oddio, non mi ricordo il paese preciso, o forse non è mai stato specificato? Se qualcuno l’ha letto venga in mio soccorso, please.
Comunque, tre donne molto diverse tra loro, legate da una profonda amicizia. I caratteri son ben delineati ma… io Carmen non la sopportavo. Zero proprio.
Nel corso di questi giorni nell’attesa dell’ultimo dell’anno sembra che tutto torni a galla. Gli amori passati, i battibecchi tra loro, i ricordi, le esperienze… Però oltre a questo non ho trovato niente, non ho sentito niente. Ci sono le loro emozioni, sì, ma non hanno suscitato le mie.
È scritto in uno stile molto semplice, sembra quasi di sentire l’autrice che te lo racconta, molto colloquiale.
Ho letto l’ultima cinquantina di pagine tutte d’un fiato con la speranza che qualcosa me lo facesse rivalutare e anche con la voglia di finirlo e, finirlo, appunto, passare ad altro.
Per quanto mi riguarda non resterà tra quei libri che mi hanno colpito, che ricordo piacevolmente, di cui sentirò la mancanza. Non è pessimo, non è sì ma nemmeno no. È un ni, più no che sì.

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5 thoughts on “Recensione: Mare d’inverno di Grazia Verasani

  1. Gentilissima, resto sempre basita di fronte a chi si ritiene recensore e non recensisce. La sua non è una recensione, in soldoni dice solo che il romanzo non l’ha emozionata e che non lo ricorderà. Spulciando tra i suoi “gusti” ho inteso che, inevitabilmente, non poteva piacerle. Sono sempre curiosa di leggere le recensioni ai miei libri, anche e soprattutto quelle negative, spero sempre che mi diano indicazioni migliorative. La sua purtroppo no. Non è una recensione. Grazie comunque per avermi ricordato che di questi tempi la rete è piena di approssimazioni, di velleità…La critica seria è altra cosa.

    1. Carissima Grazia,
      se avesse guardato meglio il blog avrebbe letto che il mio lavoro non è quello del recensore, e che le “recensioni”, chiamate così perché questo è tecnicamente il loro nome, sono i miei semplici e onesti pensieri.
      Essendo io una lettrice come tanti altri, è triste che lei venga ad attaccare le mie letture. Potrei leggere da Topolino a Dante, in ogni caso lei, come tutti gli altri, dovreste rispettarlo. Ed essendo questo il pensiero di un lettore, è ancora più triste che lei non sappia accettarlo.
      A questo punto, non dovrebbe dare peso alla mia “recensione”, sicuramente lettori con dei “gusti” migliori sapranno apprezzare al meglio il suo libro.
      Le auguro buona giornata!

  2. Mi spiace, ma è lei che ha scritto RECENSIONE- GRAZIA VERASANI, quindi io per forza di cose prendo per buona la sua definizione 🙂 Sui gusti non si discute, ognuno ha i suoi, ha ragione. Buona giornata a lei!

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