Ebook · Presentazioni · Sandra Rotondo

Presentazione: Emma L’Ape Regina. La rivelazione di Sandra Rotondo

Titolo: Emma L’Ape Regina. La rivelazione
Autore: Sandra Rotondo
Prezzo: 0,99 €
Pagine: 299
Editore: / self publishing
Genere: Vegan Fantasy
Formato: ebook

Leggi la recensione del prequel,
Emma L’Ape Regina

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Sinossi

Emma è cresciuta tra umani, ma si nutre solo di miele, acqua all’arancia e fiori, i suoi occhi confondono il rosso con il nero, ma la sua vista è ottima anche al buio. Nel suo mondo qualcuno la vuole morta, i Sommers, suoi genitori adottivi, moriranno in un incidente d’auto, causato da uno sciame di api, prima del compimento della sua maggiore età. La sua copertura nel mondo degli umani è saltata e lei non lo sa. Deve essere ancora protetta.
Il giorno del funerale dei Sommers, conoscerà Luca Evans, che le offrirà un lavoro al “Nettare”, un locale per vegani nel cuore di Parigi. Un luogo a forma di “Margherita”, dove troverà protezione e amore. Dove i suoi bisogni primari, come li chiamava Alexandre, il padre adottivo, saranno soddisfatti.
Dietro tutto questo c’è Adrien Northman, Capitano di sua maestà l’Ape Regina e Comandante delle sue guardie, fuco semi-immortale con istinti sessuali umani, che oltre ad averla salvata da morte certa, l’ha scelta come sua compagna: non può amare altre che lei. Quando Emma lo incontrerà, il giorno del suo diciottesimo compleanno, l’aroma di “Miele, Agrumi e Spezie” che lui emana, le farà perdere la testa e desiderare di essere la sua donna. Solo la forte attrazione che prova per Adrien, la spingerà a indagare sulla sua vera natura. Ma le difficoltà incontrate nel decifrare i segnali che i suoi simili le mandano, la faranno giungere a conclusioni sbagliate. Crederà di essere la sorella dell’Ape Regina e diverrà così l’amante del proprio uomo, credendolo destinato a un’altra. Emma, cresciuta al riparo dai Sommers, si sente così lontana da tutto quel mondo di api. L’unica certezza è il suo filo conduttore: Adrien Northman. L’Ape umana, desiderabile più di ogni altra cosa.
Entra nel mondo di Emma e sarai avvolto tra battaglie di Api, salvataggi di animali, amanti dell’ambiente, semi-immortali, nemici feroci e una grande storia d’amore… un’idea originalissima per un fantasy popolato da eroi del tutto fuori del comune.

Estratto

In un paesino a sud di Parigi. 14 gennaio 1994. Ore 23,50. A velocità sostenuta, la macchina percorreva la strada sterrata alzando basse nuvole di polvere intorno a lei, come fossero banchi di nebbia. Non appena arrestò la sua corsa, nel vialetto d’ingresso che conduceva alla villetta, i fari vennero spenti. «Siamo a casa», la voce di lui era appena un sussurro quando, nel buio dell’abitacolo, si rivolse alla delicata figura seduta sul sedile al suo fianco. L’uomo aprì lo sportello e scese. Un lungo sospiro e si avviò in direzione opposta alla sua. Raggiunse la moglie e l’aiutò a scendere. Alexandre circondò le spalle di Adeline, accogliendola protettivo nel suo abbraccio. Le depose un bacio sulla tempia, guidandola lentamente verso la porta d’ingresso. Il viaggio, di ritorno da Parigi, era trascorso nel più totale silenzio. Avevano lasciato l’ennesimo studio medico, quella stessa mattina. Vagando poi, per il resto del giorno, senza una meta precisa, fino a quando, stanchi, avevano deciso di far ritorno. «Mi dispiace». Il dottore seduto alla scrivania, di fronte a loro, aveva pronunciato quelle due semplici parole, scuotendo il capo, dopo aver letto le analisi che teneva nelle mani. Non c’era bisogno di dire altro. Lui era stato in grado di sopportare il verdetto. Non poteva dire lo stesso di Adeline. Per lei, avrebbe fatto di tutto. Di tutto. Solo qualche giorno prima, sembrava che i loro problemi fossero risolti. Avevano parlato a lungo, finendo per perdersi uno nelle braccia dell’altro. Dimenticando il resto. E ora. Ora erano di nuovo punto e a capo. La testa piegata verso sua moglie, Alexandre avanzava verso casa. Una decina di metri li separava dall’entrata. Dalla tasca del cappotto tirò fuori le chiavi e alzò lo sguardo di fronte a lui. Il sangue gli si ghiacciò nelle vene. La temperatura esterna della notte era fredda, ma non da causare una simile reazione nel suo corpo. Almeno, non uguale a quella procurata dalla visione. ‘Uno scherzo di pessimo gusto! Di pessimo gusto!’ pensò. Gli occhi sbarrati guardavano l’oggetto abbandonato sul gradino dell’uscio: una cesta. Di uno strano materiale. Ma una cesta. Poteva contenere di tutto. Persino un bambino! O essere vuota! Ancora peggio. ‘Uno scherzo di pessimo gusto!’ ripeté a sé stesso. Non avrebbe potuto evitare alla moglie quella scena, neppur volendo. La sentì irrigidirsi al suo fianco. Ecco! L’aveva vista anche lei. I due si guardarono. Immobili.

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