Interviste

Intervista a Teresa Di Gaetano

Ciao a tutti!
Oggi vi presento un’autrice, che magari già molti di voi conoscono.
Ha già scritto molti libri e l’ultimo si intitola “Rimani qui con me”.
Non vi trattengo oltre e vi lascio a leggere l’intervista!

Ciao, Teresa! Benvenuta su The Bibliophile Girl e grazie per essere qui con noi!
Ciao Valentina e grazie che mi ospiti nel tuo splendido blog.

Innanzitutto parlaci un po’ di te. Chi è Teresa Di Gaetano?
Be’ che dire di me? Sono una giovane donna, che ama molto scrivere e leggere. Ho amato la scrittura grazie alla lettura dei grandi classici italiani e stranieri. E questo fin da bambina. Il primo breve romanzo che ho scritto è stato un giallo e ricordo ancora oggi tutto l’entusiasmo e soprattutto la felicità di quando lo scrivevo. Ero dotata di un’ottima immaginazione, non c’è che dire! Oltre che ero anche una grande sognatrice. Sono ancora oggi una sognatrice, però diciamo che l’età e l’esperienza mi inducono a restare un po’ più coi piedi per terra. Dopo questo giallo poi per un po’ non ho scritto più nulla, ma questo solo per breve lasso di tempo perché poi ho iniziato a tenere un diario segreto, come tutte le adolescenti, solo che per me non era solo un modo per sfogare i miei problemi adolescenziali, ma lo tenevo soprattutto per esercitarmi nella scrittura. A distanza di tempo e rileggendo questi scritti provo un’infinita tenerezza per la me stessa del passato. Ma è diciamo normale, non avevo esperienza. Ero davvero ingenua. E poi, oltre al diario, ho tenuto anche dei quadernetti dove annotavo brevissimi racconti e poesie. Sì all’inizio mi sono cimentata in qualche breve componimento poetico. Poi ho visto che la poesia non faceva per me e, quindi, l’ho abbandonata.

Raccontaci delle tue opere, sappiamo che hai scritto parecchi romanzi!
Sì, ne ho già scritti ben otto, due dei quali non sono romanzi ma semplici raccolte di racconti. Ho esordito infatti con una raccolta di racconti alcuni nati dalle esercitazioni dei corsi di scrittura creativa che avevo fatto e alcuni altri attinti dai miei famosi quadernetti dove mi sono semplicemente limitata a riscriverli, allungandoli. Questa raccolta si intitolava “Bubble, Bubble! Dodici racconti” perché il racconto di apertura parlava proprio di una bollicina di sapone. Come generi letterari però non ho fino adesso spaziato chissà quanto. Ho esordito con un urban fantasy (La bambola di vetro) e poi ho continuato nella linea fantasy scrivendo i romanzi che compongono la mia lunga saga, La sabbia delle streghe (Alla ricerca dei ricordi, Yinger e l’Antico Tomo e Rosehan e la spada di Shanas). Però siccome per me la componente amorosa è essenziale nei miei scritti, al genere fantasy ho affiancato il romance. Già nei miei fantasy c’è sempre la storia d’amore, però essendo un’inguaribile romantica, non posso rinunciare a questo bellissimo sentimento quale è l’amore. E di romance fino adesso ne sono usciti solo due: Senza di te e in questi giorni Rimani qui con me.

Riguardo il tuo ultimo libro, “Rimani qui con me“, com’è nato? Cosa ti ha ispirato?
È nato per caso e con la stessa spontaneità l’ho scritto. Tutto è iniziato perché volevo scrivere una nuova storia d’amore. Dopo Senza di te che è un brevissimo romance però contemporaneo, sentivo l’esigenza di ambientare questa volta la storia nel passato, in un immaginario Ottocento. Ma mi ha dato soprattutto l’input un’immagine che ho trovato su internet dove si vede la Torre del Big Bang di Londra che si specchia al contrario su una pozzanghera. Questa immagine così suggestiva mi ha suggerito non solo l’incipit, ma anche l’ideale ambientazione del romanzo che è infatti in una Inghilterra immaginaria. Dall’incipit poi per me è stato semplicissimo scrivere il romanzo. Infatti, è nato molto ispirato. L’ho scritto praticamente di getto. E tutti i personaggi hanno preso forma man mano che la storia andava avanti. Grazie a questo romanzo ho vissuto dei momenti belli e di grande ispirazione. Una volta ero così ispirata che ho scritto quattordici pagine in A4 di fila. Non mi sono alzata dalla sedia fin quando non mi sono sentita stanca, anche perché avevo il timore di perderla questa grande ispirazione. E leggendolo si nota che è scritto in modo fluido e ispirato. Io penso proprio che era destino che nascesse una storia così bella e romantica!

Hai pubblicato sia con una casa editrice che in selfpublishing. Quali sono le differenze sostanziali? Cosa spinge sempre più numerosi autori a ricorrere all’autopubblicazione? E tu stessa perché l’hai scelta?
Mah… io ho pubblicato con una Casa editrice medio piccola, e le differenze sono davvero minime. Purtroppo le Case editrici non grandi hanno a volte poche risorse e, quindi, può capitare che spesso bisogna arrangiarsi anche da soli con la promozione. Con il selfpublishing c’è il vantaggio che si è liberi di scegliere tutto, dalla copertina all’impaginazione, dal prezzo al tipo di carta. Quindi, penso che al giorno d’oggi sono sempre di più gli autori che lo scelgono per questa libertà di scelta. In pratica e indirettamente diventi imprenditore di te stesso. Io l’ho scelta per questa grande libertà di scelta che offre, anche se non ti nascondo che anche per quanto riguarda il selfpublishing ci sono i contro. E uno di questi è la totale assenza di un supporto per la promozione della propria opera. Però ora come ora non ci rinuncerei mai a tutta questa libertà per questa sola e unica pecca. Tranne se una grande Casa editrice non mi proponesse un contratto. In quel caso l’accetterei ben volentieri.

Hai altri libri in cantiere? Puoi svelarci qualcosa?
Sì per ora sto lavorando al quarto libro della mia saga fantasy, La sabbia delle streghe – Milmay la nuova regina. Sono in fase editing, che è poi quella più delicata perché ripenso a qualche tratto della storia, riscrivo, taglio, correggo. Insomma… è un momento sofferto perché bisogna fare un po’ i conti con quello che il lettore leggerà, quindi bisogna essere critici nei confronti del proprio manoscritto. E poi sto lavorando al seguito di Rimani qui con me, che si intitola Pezzi mancanti di te. Molti dei personaggi mi sono rimasti nel cuore, in particolare uno (Lord Gilbert Thorton), e quindi ho voluto dargli un’altra possibilità di vivere altre romantiche vicissitudini.

Ti ringrazio molto, Teresa, per avermi concesso questa intervista! In bocca al lupo per tutto!
Grazie Valentina! E… naturalmente “crepi”!

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