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Recensione: Distante come l’oceano di Mary Lawson

Titolo: Distante come l’oceano
Autore: Mary Lawson
Prezzo di copertina: 17,50 €
Pagine: 345
Editore: Frassinelli
Formato: brossura
Disponibile anche in ebook

Leggi il primo capitolo di “Distante come l’oceano”.

Sinossi
Megan ha ventun anni e il desiderio irresistibile di affrancarsi da un ambiente famigliare tanto meraviglioso quanto soffocante, che pesa sulle sue spalle di unica figlia femmina. L’oceano sembra una distanza sufficiente a scrollarsi di dosso la famiglia d’origine e nell’Inghilterra degli anni Sessanta tutto sembra possibile: l’indipendenza, l’amicizia, l’amore. Ma la Londra dove Megan atterra non è per niente quella sognata. Le strade sono trafficatissime, manca lo spazio per respirare e l’amica Cora non abita più all’indirizzo che le aveva dato. Disorientata e consumata dalla nostalgia, Megan deve affrontare la sua nuova vita senza punti di riferimento; eppure la fortuna sembra volgere dalla sua parte. Un affascinante vicino di casa, infine, pare l’ultimo tassello di un radioso futuro. Sarebbe tutto perfetto, non fosse che da casa arrivano lettere sempre più preoccupanti. Megan, allora, è costretta a porsi la domanda più importante: si può vivere lontano da chi si è amato tanto? Come nel suo apprezzatissimo romanzo d’esordio, Il sentiero per Crow Lake, Mary Lawson dipana una storia famigliare delicata e sensibile, tutta giocata sui chiaroscuri delle emozioni. In bilico tra la natura cristallina e solitaria del Canada e la Londra pazza e rivoluzionaria degli anni Sessanta, Megan incarna tutte le scelte che alla fine ognuno di noi deve affrontare: tra stabilità e avventura, tra passione e amore, tra egoismo e sacrificio.

Recensione
Quando ho finito questo libro mi veniva da piangere. Cercavo di convincermi che fosse per stanchezza, era l’1.10 di notte, invece credo sia stato proprio per il finale in sé. La cosa giusta da fare non è sempre quella giusta per noi, non sempre corrisponde a ciò che vorremmo.
Forse mi veniva da piangere anche per averlo terminato. Mi ci ero affezionata, insieme a tutti – o quasi – i personaggi.
Il romanzo è strutturato veramente bene. Nonostante i tre protagonisti principali e le varie narrazioni, la storia è perfetta, non è ripetitiva e si combina perfettamente. Mi è piaciuto il modo in cui viene raccontato il punto di vista di Edward, il capofamiglia. Forse all’inizio trovavo queste parti un po’ meno interessanti rispetto al resto, invece poi mi sono ricreduta.
I tre protagonisti, Megan, Tom ed Edward, sono veramente interessanti. Se dovessi descrivere ognuno di loro e i rispettivi capitoli, potrei dire, rispettivamente: avventurosa, forte, coraggiosa; simpatico, intelligente, introverso; riflessivo, buono, impaziente [?].
Per Tom il finale è abbastanza aperto, e almeno a me, ha dato l’idea di una svolta molto importante.
Megan, TornadoMegan o ForzaDellaNaturaMegan, come mi sono ritrovata a soprannominarla, è veramente ammirevole. Vorrei vedere delle ragazze della mia età, di questa nuova generazione, e io stessa, eh, a fare ciò che faceva lei e la forza d’animo, il coraggio che ha avuto. Non faccio di tutta l’erba un fascio, ce ne sarà sicuramente una capace di emularla, ma penso siano poche, in fin dei conti.
All’inizio ho fatto un po’ confusione con le date – è un problema mio –, perché anche se leggo la data all’inizio del capitolo, continuando la lettura e arrivando al successivo, me la dimentico, e mi tocca tornare indietro. Mea culpa, sì.
Tra tutti i fratelli, a parte Megan e Tom, quello che ho adorato di più è stato Adam. Veramente un amore. Così piccolo ma già così intelligente, maturo, buono e bravo. Al contrario, sopportavo poco i gemelli più piccoli.
È un libro che si rivela a poco a poco, è una graduale scoperta. Questo tiene viva l’attenzione, ma a parte ciò l’ho letto più che piacevolmente. Molte volte, uscendo dalla trance in cui cadevo leggendo, vedevo l’ora ed era più di mezzanotte passata, e mi dispiaceva dover rimandare alla sera dopo. È scritto bene, piacevole, scorrevole.
Oltretutto ha quel pizzico di simpatia, ironia potremmo anche dire, che mi ha fatto sorridere e ridere.
Questo libro forse non entrerà nei miei preferiti in assoluto, anche se ci manca poco, in effetti, ma di sicuro potrà gareggiare per i più belli del 2015. Spero che qualcuno non mi chieda il motivo di questa scelta, perché sinceramente non saprei cosa rispondere. Probabilmente questo libro mi ha lasciato qualcosa dentro, mi ha fatto comprendere il sacrificio, il non dare per scontato una persona, con la sua presenza e i suoi gesti.
Mi è piaciuto molto.

Voi l’avete letto questo o altri libri di quest’autrice? Dal retro copertina sembra che anche gli altri romanzi siano stati molto apprezzati!
Lasciatemi i vostri pareri a riguardo.
A presto!

The Bibliophile Girl

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7 thoughts on “Recensione: Distante come l’oceano di Mary Lawson

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