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Recensione: Lo strano caso dell’apprendista libraia di Deborah Meyler

Titolo: Lo strano caso dell’apprendista libraia
Autore: Deborah Meyler
Prezzo di copertina: 14,90 €
Pagine: 360
Editore: Garzanti
Formato: rilegato
Traduzione: Claudia Marseguerra

Sinossi:
Esme ama ogni angolo di New York, e soprattutto quello che considera il suo posto speciale: La Civetta, una piccola libreria nell’Upper West Side. Un luogo magico in cui si narra che Pynchon ami passare i pomeriggi d’inverno e che nasconde insoliti tesori, come una prima edizione del Vecchio e il mare di Hemingway. Ed è lì che il destino decide di sorriderle quando sulla vetrina della libreria vede appeso un cartello: cercasi libraia. È l’occasione che aspettava, il lavoro di cui ha tanto bisogno. Perché a soli ventitré anni è incinta e non sa cosa fare: il fidanzato Mitchell l’ha lasciata prima che potesse parlargli del bambino. Ma Esme non ha nessuna idea di come funzioni una libreria. Per fortuna ad aiutarla ci sono i suoi curiosi colleghi: George, che crede ancora che le parole possano cambiare il mondo; Mary, che ha un consiglio per tutti; David e il suo sogno di fare l’attore. Poi c’è Luke, timido e taciturno, che comunica con lei con le note della sua chitarra. Sono loro a insegnarle la difficile arte di indovinare i desideri dei lettori: Il Mago di Oz può salvare una giornata storta, Il giovane Holden fa vedere le cose da una nuova prospettiva e tra le opere di Shakespeare si trova sempre una risposta per ogni domanda. E proprio quando Esme riesce di nuovo a guardare al futuro con fiducia, la vita la sorprende ancora: Mitchell viene a sapere del bambino e vuole tornare con lei. Esme si trova davanti a un bivio. Il suo più grande desiderio sta per realizzarsi, ma non è più la ragazza spaventata di un tempo e non sa più se è quello che vuole davvero. Perché a volte basta la pagina di un libro, una melodia sussurrata, una chiacchierata a cuore aperto con un nuovo amico per capire chi si è veramente. Perché Esme non è più un’apprendista libraia, ora è una libraia per scelta. Lo strano caso dell’apprendista libraia è il romanzo più amato dalle librerie indipendenti americane. Grazie a loro è partito un passaparola tra i lettori che ne sono rimasti incantati. Deborah Meyler è convinta che l’esperienza più bella della sua vita sia stata lavorare in un negozio di libri e ha deciso di descriverla. Un romanzo che ricorda a tutti noi come il fascino delle librerie sia intramontabile. E che spesso quei luoghi pieni di scaffali polverosi nascondono sorprese inaspettate.

Recensione:
Credo di aver fatto più fatica io a leggere e terminare questo libro, che non Esme a partorire Georgie.
La storia non è mai decollata. È sempre stata come una linea piatta.
Non so precisamente perché ma mi aspettavo tanto da questo libro, e invece mi ha totalmente delusa. Sarà la bellissima copertina? Sarà che ne parlavano fin troppo bene? Può darsi. A me però non ha lasciato niente, non mi ha incuriosito, non mi ha donato emozioni… No. Anzi, mi ha annoiato, mi mettevo d’impegno a proseguire la storia e la maggior parte delle volte, dopo una manciata di minuti, lo richiudevo. Per fortuna sono una persona curiosa e questo mi aiuta spesso e volentieri a terminare quei libri che altrimenti giacerebbero abbandonati.
In copertina c’è scritto “…una magia tra i libri”. Io tutta questa grande magia non l’ho vista. Mi pare più che altro che cerchi il lavoro nella libreria per bisogno di soldi piuttosto che estrema passione.
Ma poi… Vogliamo parlare di lui, di Mitchell? Non l’ho sopportato per tutta la durata del romanzo. L’unica volta che ho gioito è stato quando s’è levato dalle balle la seconda volta.
Anche Esme, dico, come faceva a stare con lui? Non donava niente né a lei né alla storia. Egocentrico, egoista…
Il discorsetto con Cornelius a casa loro? Succede e poi basta. Non se ne parla più, Esme non lo dice a Mitchell… Silenzio.
Non è scritto male, ma non mi ha preso. La prima persona mi ha sicuramente sorpreso, non me l’aspettavo.
C’è molta narrazione nei primi capitoli, pochi dialoghi e sembra (sempre all’inizio) che salti da un argomento all’altro e aggiunga dettagli che non servono alla trama.
Forse l’unico che mi è piaciuto come personaggio è Luke, ma anche qui avrei da dire qualcosa. Passa da un atteggiamento a un altro, con Esme, senza una spiegazione precisa. Io la mia idea a riguardo me l’ero fatta, e pensavo che sarebbe stata approfondita nel finale, invece niente.
Non si può neanche dire che abbia un finale, perché la storia prosegue e poi termina lì. E basta.
Parlando da editor, ho notato un sacco di errori nel testo. Menomale che è targato Garzanti…
Il titolo comunque è abbastanza ingannevole… Non c’è né uno strano caso, né un vero “apprendimento”…
Tirando le somme, no, non mi è piaciuto. La sola cosa bella è la copertina, ed è sprecata per un libro così.

Se volete comprare questo libro, cliccate qui!


Bene ragazzi, ora tocca a voi dirmi i vostri pareri! Sono davvero curiosa perché le opinioni sono molto diverse!
Lasciate un commento con il vostro pensiero a riguardo!
A presto!

The Bibliophile Girl

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6 risposte a "Recensione: Lo strano caso dell’apprendista libraia di Deborah Meyler"

  1. non hai salvato nulla! 😉 la parte della libreria mi è piaciuta, per il resto concordo abbastanza con te, soprattutto per quanto riguarda Luke e Mitchell. In effetti il titolo non è molto azzeccato… e il finale non ha nulla di sorprendente, lascia anche un po’ di amarezza. Speravo meglio!

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