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Presentazione: Amethyst di Silvia Castellano

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Buon sabato, lettori!
Oggi vi presento un libro…
Leggete l’estratto, mi raccomando!

Titolo: Amethyst
Autore: Silvia Castellano
Editore: Narcissus Self Publishing
Genere: Paranormal romance
Pagine: 493
Prezzo: 1,99 €
Formato: ebook

Sinossi:
Angel Watson è una normale sedicenne. Almeno così credeva prima di conoscere e innamorarsi di Josh Cohen, metà vampiro metà licantropo e terribilmente affascinante. Da quel giorno, la sua vita cambia completamente: scopre che una profezia parla di lei e che il re dei vampiri vuole il suo sangue e la sua morte.Mentre cominciano a manifestarsi sintomi di una metamorfosi fisica, segno dell’avvento della profezia, Angel si rende conto che anche Aaron, fratello di Josh, è innamorato di lei. O almeno così sembra, perché il ragazzo non ha ancora dimenticato il suo primo amore Catherine.Tra dubbi, inganni, pericoli e segreti di famiglia, saranno tanti i tasselli del puzzle che Angel dovrà mettere insieme per avvicinarsi alla verità e al compimento del suo destino. Perché lei è speciale. Lei è l’Ametista.

L’estatto
“Il Professor Barkley entrò qualche minuto dopo il mio arrivo e il brusio si affievolì ma senza sparire del tutto.
«Buongiorno, ragazzi! Fate un po’ di silenzio, ho due comunicazioni importanti da fare.»
Al fianco del professore c’era un ragazzo mai visto prima. Era parecchio più alto di me, circa un metro e ottanta, e aveva i capelli color oro intenso tagliati in una specie di caschetto molto corto e che gli coprivano la fronte. I lineamenti del viso erano spigolosi ma decisi, gli zigomi alti, il corpo muscoloso e le spalle larghe. Inoltre indossava un giubbotto di pelle nera.
Era di una bellezza non perfetta ma sicuramente attraente.
«La prima comunicazione è che abbiamo un nuovo studente alla Dickinson High e il suo nome è Joshua Cohen. Quindi vi chiedo di dargli il benvenuto come si deve.»
La classe cominciò ad applaudire mentre il ragazzo faceva scivolare lo sguardo sui presenti. L’applauso non era particolarmente caloroso, ma capii immediatamente il motivo: tutte le ragazze, dodici per la precisione, non stavano applaudendo. Sembravano aver visto un miraggio nel deserto. Erano completamente rapite dal nuovo arrivato.
Scossi la testa esasperata. Che reazione ridicola.
Anche il Professor Barkley sembrava essersi accorto di quello che stava accadendo, così decise di tagliare corto: «Vada pure a sedersi, signor Cohen.»
Il ragazzo annuì senza dire nulla, poi si diresse nella mia direzione, seguito dagli sguardi di tutti. Mi superò, andandosi a sedere proprio dietro di me.
«La seconda riguarda la nostra visita al Roosevelt Park Zoo di Minot di questa settimana» continuò il Professor Barkley. «Come vi ho già preannunciato, ci sarà un primo momento in cui staremo tutti insieme e la guida ci mostrerà le parti più importanti del parco mentre, successivamente, vi dividerete in coppie e lavorerete su un’unica specie animale a vostra scelta. Poiché il viaggio è molto lungo, la partenza è prevista per le sette in punto dal parcheggio della scuola, anche se so che chiedere la puntualità a venti adolescenti è come chiedere la luna. Ora, vorrei che firmaste il foglio delle presenze. Signor Cohen, per oggi può porre la sua firma sotto l’ultimo nome della lista, poi da domani ci sarà anche il suo nome sopra.» Consegnò il foglio al ragazzo più vicino e poi aggiunse: «Continuiamo da dove ci siamo fermati ieri. Chi se lo ricorda?»
Scese il solito silenzio imbarazzato. Tutti i presenti abbassarono gli sguardi nello stesso identico istante, facendo finta di dover allacciare la scarpa oppure di dover scrivere la data sul quaderno.
«Avanti, ragazzi, perché per una volta non sfatate il mito degli studenti disattenti e scansafatiche?» La metteva sul ridere, ma sapevo che questo lo irritava parecchio. E quando la sua pazienza terminava, si passava alla minaccia dei compiti in classe a sorpresa. Così, nonostante odiassi alzare la mano a causa della mia timidezza, decisi di rispondere alla domanda: «Stava spiegando la differenza tra l’Aethia pusilla e l’Aethia pygmaea.»
«Grazie, signorina Watson. A questo punto andate tutti a pagina centoventitre del libro.»
Così, la lezione iniziò come al solito. Aprii il libro alla pagina giusta e cominciai a prendere appunti. Il Professor Barkley si voltò verso la lavagna per mostrarci la struttura dell’apparato respiratorio dell’Aethia pusilla e io cercai di copiarla sul mio quaderno come una brava studentessa. Intorno a me, intanto, le chiacchiere erano ripartite come al solito.
«Ragazzi, fate un po’ di attenzione!» li richiamò il Professor Barkley.
Poveretto. Non avrei mai voluto essere al suo posto.
A un certo punto una voce dietro di me disse: «Ehi, guarda che hai saltato la ragazza. Sì, la biondina davanti a me, proprio lei.»
Alzai lo sguardo dal mio disegno, confusa. Il tipo davanti a me, uno con i capelli rossi e le lentiggini di nome Jimmy Nelson, aveva un braccio fermo a mezz’aria e un’espressione imbarazzata. Stava cercando di passare il foglio delle presenze all’amico seduto vicino a me (sapevo che erano amici perché prima stavano parlando delle selezioni per la squadra di basket che si sarebbero svolte il mercoledì successivo), così da saltarmi. Che carogna!
«Che succede lì?» domandò il Professor Barkley dalla cattedra.
La voce di prima rispose: «Questo ragazzo voleva evitare che ragazza seduta davanti a me firmasse il foglio.»
Il professore si rivolse al tizio dai capelli rossi. «Devono firmare tutti, Nelson, non faccia pagliacciate oppure la spedisco dal preside.»
Controvoglia, Nelson appoggiò il foglio sul mio banco e poi mi voltò le spalle borbottando qualcosa.
«Bravo, Nelson. Signor Cohen, la ringrazio per l’atto eroico nei confronti della signorina Watson, ma preferisco che la prossima volta lei alzi la mano se deve dire qualcosa, va bene?»
«Anche se qualcuno sta facendo qualcosa di sbagliato?»
«Soprattutto in quel caso. Ci penso io a rimproverare gli studenti.»
[…]
Mi voltai verso Josh. «Grazie» sussurrai imbarazzata.
«Figurati.» Sorrise per la prima volta da quando era arrivato e notai che aveva le fossette sulle guance. Io adoravo le fossette. E inoltre aveva gli occhi di un bellissimo verde scuro, simile al colore dello smeraldo.
Mi rivoltai impacciata e mi ci volle un attimo per ricompormi. Dopo che l’avevo visto per la prima volta da così vicino, mi sembrava impossibile tornare a pensare ai polmoni dell’Atheia pusilla o di qualsiasi altro animale.
Niente distrazioni, Angel. Datti una calmata, cavolo, è solo un ragazzo!
Sì, ma che ragazzo…”


Come vi sembra? Personalmente l’estratto mi è parso molto interessante!
Ditemi i vostri pareri!
Buon week end!

The Bibliophile Girl

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